Avvocati

Le associazioni di base: A noi le firme da certificare

La crisi assottiglia le opportunità professionali e le toghe si mobilitano. Campagna informativa al via, con presìdi nelle sedi locali, per le nuove norme


Manca il lavoro, le liberalizzazioni rischiano di assottigliare le già scarse opportunità professionali e le associazioni forensi di base scendono in campo per chiedere di estendere il potere di autentica di firma, oggi esclusiva dei notai, anche agli avvocati, almeno limitatamente alle scritture private.
A farsi portatrice di questa esigenza è l’associazione napoletana Enrico de Nicola, di cui è presidente Salvatore Maddaloni, di concerto con altri sodalizi dell’avvocatura come l’Associazione nazionale forense (guidata dalla beneventana Ester Perifano).

DUE PROPOSTE DI LEGGE
Gli avvocati chiedono di sbloccare due proposte di legge in tal senso, presentate tra il giugno e il settembre dello scorso anno e organizzeranno presìdi informativi negli uffici giudiziari, magari approfittando anche del maggiore afflusso di colleghi in queste giornate di battaglia elettorale per il rinnovo del consiglio forense partenopeo (vedere anche serrvizio qui in basso – Ndr).
“I tempi impongono – dice Lucio Biancardi, portavoce dell’associazione Enrico de Nicola – che si estendano alcune competenze finora appanaggio di alcune categorie professionali, dalle quale sono esclusi, in barba alle tante invocate liberalizzazioni, gli avvocati. Mi riferisco alla possibilità di estendere il potere di autentica di firma anche a questi ultimi. Ovviamente – precisa Biancardi – dette competenze potranno essere svolte da professionisti specializzati, come coloro che abitualmente redigono atti come ad esempio i preliminari e i definitivi di vendita”. “Il ministro della giustizia Paola Severino – si legge in una nota dell’associazione intitolata a de Nicola – riferisce che le liberalizzazioni stanno andando nel verso giusto e gli avvocati devono raccogliere la sfida della modernità”.
“Ed è proprio questa sfida – aggiunge Biancardi – che intendiamo raccogliere. Ho infatti lanciato la proposta in occasione del forum delle professioni organizzato a Napoli il 23 gennaio scorso, di fronte ad un uditorio ‘scomodo’, visto che i colleghi avvocati erano rimasti ormai in pochissimi”.
La reazione dei notai, per bocca del presidente nazionale Giancarlo Laurini, non si fa attendere: “Sono sempre più convinto che nel nostro Paese ciascuno debba fare il suo mestiere e farlo bene. Certe prerogative non possono essere estensibili a piacere. Gli atti giuridici – aggiunge il presidente Laurini – richiedono affidabilità e certezza e il nostro sistema riconosce nel notaio la figura adeguata a questo compito sia per il livello di formazione tecnica, sia per la qualità della selezione e sia per i controlli a cui siamo sottoposti in virtù del nostro ruolo di pubblici ufficiali”. Insomma, il confronto è aperto.

Giornale numero: 024 - Pagina: 20