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Sviluppo: ecco l’Acap di Vetrella. Terreni Asi, stop alle vendite

Dall’Agenzia di sviluppo all’Agenzia campana per le attività produttive. L’assessore regionale al ramo, Sergio Vetrella, presenta ufficialmente l’Acap al tavolo di partenariato, dopo l’ultimatum della terza Commissione del Consiglio regionale. Il testo ha diversi punti di contatto con l’Agenzia firmata dal segretario dell’organismo consiliare Antonio Marciano (Pd), a partire dalla natura giuridica: l’assessore, come gli esponenti del Pd, prevede per la struttura un direttore e un collegio dei revisori, anche se il testo del Consiglio scende più nei dettagli individuando cinque aree funzionali. Identiche anche la dotazione finanziaria (circa 2 milioni di euro) e quella organica che dovrebbe essere quantificata in circa 100 unità. Ma è qui che nascono le principali divergenze: per Marciano le unità lavorative dovrebbero provenire dalle disciolte società partecipate della Regione: Talete, Campania Digitale, Isve, Cithef, Tess Costa del Vesuvio e Invitalia. Molto più prudente, da questo punto di vista, la Giunta che prevede tempi più lunghi non solo per intervenire sul sistema delle partecipate che operano nei settori dello sviluppo e della internazionalizzazione delle imprese, ma anche per la soppressione (prevista invece dal testo del Consiglio) dei consorzi Asi.

STOP AGLI ERRORI DEL PASSATO – “Il principale obiettivo – spiega Vetrella – è mettere fine alle distorsioni del passato. Per questo i terreni all’interno dell’area consortile Asi non potranno essere venduti, ma soltanto ceduti in concessione, inoltre la stipula del contratto di trasferimento, per chi ne fa richiesta, è vincolato all’obbligo di aderire al consorzio di gestione. Questo per evitare che, come avveniva in passato, qualche imprenditore d’assalto acquistasse il terreno, infrastrutturato con risorse pubbliche, mettesse su – ovviamente con contributi pubblici – un capannone e poi cedesse il tutto ad altri, procurando per sé un utile privato a spese pubbliche. Basta girare, oggi, per le aree Asi, per rendersi conto dell’abbandono che vi regna e di quante strutture – molte anche cadenti – fanno bella mostra del cartello “vendesi”. E questo, se vogliamo che la Campania cresca, non deve più succedere”.