Potrebbero diventare legge già mercoledì prossimo le norme attuative del Piano energetico ambientale: dopo il via libera della commissione Ambiente a fine gennaio, il testo figura all’ordine del giorno della seduta del Consiglio convocata dalle 11 alle 15. Il provvedimento disciplina in soli 15 articoli la materia ed indica alla Giunta la rotta da seguire per la stesura del Piano. Tra i passaggi più importanti contenuti nel testo l’obbligo per i comuni che ospitano impianti rinnovabili di utilizzare il 60 per cento delle risorse derivanti dai proventi ricevuti per ridurre le imposte comunali ai cittadini, il catasto energetico regionale, la classificazione dei siti non idonei e di quelli con limitazioni, l’obbligo di interramento del cavidotto dall’impianto da fonte rinnovabile all’elettrodotto. Sono previste anche compensazioni ambientali e territoriali per le amministrazioni in cui vengono installati impianti eolici, in particolare attraverso la realizzazione di strade, la sistemazione delle arterie esistenti, il rimboschimento, la prevenzione e la sistemazione del dissesto idrogeologico, la realizzazione di acquedotti, scuole, ospedali e ponti.
CONTRIBUTO COMPENSATIVO
Parte del nuovo piano è dedicata al ruolo delle imprese. Quelle che realizzano sul territorio regionale impianti per la produzione di energia non rinnovabile di potenza compresa tra i 400 e i 3,6 Megawatt, dovranno corrispondere alla Regione, a titolo di contributo compensativo per l’impatto logistico dei cantieri, un importo pari a 0,25 euro per ogni Mw di energia prodotta, per i primi undici anni di esercizio. Le imprese titolari di impianti di produzione di energia rinnovabile dovranno riconoscere, invece, al Comune sul quale si insediano un contributo compensativo per l’incidenza dell’opera sull’assetto dei rapporti economici e sociali della collettività. Il contributo dovrà essere corrisposto per sette anni e non potrà essere inferiore al 2 per cento dell’utile netto di produzione dell’impianto.

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