Il deficit annuo della cittadella universitaria collinare ammonta a 42 milioni di euro, e può essere riassorbito solo con un adeguamento del protocollo d’intesa con la Regione
L’arrivo del preside Giovanni Persico al timone del Policlinico Federico II prelude alla sigla del nuovo protocollo d’intesa tra Azienda ospedaliera e Regione per le attività assistenziali. Un’intesa che dovrebbe ricalcare le linee guida già tracciate con il policlinico del centro storico il cui budget è stato non solo rivisto in aumento di 17 milioni di euro ma anche parametrato su premialità per le attività di eccellenza. Un budget che deve anche consentire di riassorbire un deficit strutturale di circa 40 milioni di euro.
Se l’azienda ospedaliera universitaria della Sun piange la Federico II non ride. Il protocollo d’intesa che lega l’azienda collinare alla Regione risale al 2003 e assegna 155 milioni annui che in teoria sarebbero dovuti lievitatre fino a 170 mln in relazione al recupero di segmenti di mobilità sanitaria extraregionale, per programmi di ricerca biomedica e di innovazione assistenziale. Un extra-budget sulla qualità che non è stato mai attivato. In compenso il disavanzo del policlinico universitario collinare è rimasto pressoché costante proprio in relazione alla sua natura strutturale.
IL ROSSO DI CASSA
Nel 2004 il rosso di cassa registrato è di 7 milioni di euro, nel 2005 cresce a dismisura, a causa degli adeguamenti contrattuali e del costo dei farmaci, in particolare quelli oncologici, arrivando a toccare quota 60 milioni. Incrementi causati anche dalle spese di manutenzione e per le attrezzature di ricerca e per la diagnostica. Una situazione molto critica che, pur tra una manovra di ripiano e l’altra, ma rimasta pressoché irrisolta, legata com’è, all’adeguamento del budget da conseguire con il nuovo protocollo d’intesa nei fatti ancora al palo. Il nodo viene affrontato ddal irettore generale dell’epoca, Carmine Marmo, con un atto aziendale rivoluzionario anche alla luce degli obiettivi di risparmio fissati dalla Regione che attribuiscono al policlinico Federico II circa 18 milioni di tagli entro il 2008, di cui 17,8 da conseguire nel corso del 2006. Nella parte generale di quel Piano sono contenuti il ridisegno organizzativo e funzionale aziendale e la pianta organica che vede in servizio 198 docenti, di cui 105 ordinari e 93 associati ai quali sono attribuite funzioni apicali (e dunque, equiparati ai primari ospedalieri).
I DIPARTIMENTI
Le novità più significative riguardano, invece, proprio l’organizzazione dipartimentale: qui si passa dai 24 Dipartimenti assistenziali (Das) attualmente attivi a 19 dipartimenti ad attività integrata (Das) previsti dal nuovo assetto. A questi si aggiungono 4 dipartimenti centrali (Tecnico-amministrativo, quello di staff della direzione generale, il raggruppamento della programmazione sanitaria e il dipartimento delle attività sanitarie). Assumono, infine, i connotati di Servizi centralizzati, le attività di Immunoematologia e di Medicina dello sport. Ciascuno dei dipartimenti ad attività integrata si compone di Aree funzionali raggruppate in sezioni per aree funzionali omogenee, che ricalcano, per grandi linee, l’organizzazione assunta dai dipartimenti universitari. Un’esigenza nata dalla necessità di coniugare i tre pilastri su cui si fondano le funzioni del personale sanitario universitario didattica, ricerca e assistenza). Un modello che puntava sul potenziamento delle aree di eccellenza come la chirurgia dei trapianti, l’immunoematologia, la diabetologia pediatrica e l’anestesiologia, per le cui attività l’Aou Federico II rappresenta il centro di riferimento regionale.
Un modello che alla vigilia delle nuove linee guida sugli atti aziendali approntate dall’Arsan e ora al vaglio dei ministeri vigilanti è rimasto sostanzialmente inattuato proprio a causa delle carenze di liquidità segnate dal mancato rinnovo del protocollo d’intesa con la Regione.
DOTAZIONE ORGANICA
In compenso in questi anni la dotazione organica è calata per circa 1.100 unità per il pensionamento di altrettanti dirigenti con mansioni diattiche e assistenziali (gli stipendi dei docenti sono a carico del ministero) passando da 3.400 unità a 2.300. Ad ogni modo l’atto aziendale disegnato da Marmo prevedeva un aumento, a regime, a 4.350 unità coprendo per coprire le storiche carenze che si concentrano soprattutto nei profili tecnici e infermieristici. Un modello nel quale la maggiore spesa derivante dalle assunzioni sarebbe stata compensata dall’azzeramento dei costi degli straordinari, dalla stabilizzazione dei precari e dall’incremento delle attività assistenziali di eccellenza che incidono sulla migrazione sanitaria e che dovrebbero garantire all’azienda finanziamenti aggiuntivi rispetto a quelli base forniti dal protocollo d’intesa. Nei fatti tutto è rimasto com’era quattro anni fa e il deficit annuo è calato ma non oltre la soglia di 42 milioni di euro. Un buco che potrà essere riassorbito solo in ragione dell’adeguanento del budget fissato a 191 milioni di euro più altri 20 come bonus per il raggiungimento degli obiettivi di qualità prefissati.
Un modello probabilmente superato e che ora va aggiornato su nuovi parametri di produttività.
I numeri della struttura collinare
• Budget annuo: 155 milioni di euro assegnati con la convenzione siglata nel 2003. Risorse solo in teoria rivalutabili fino a 170 milioni per attività di alta specializzazione.
• Disavanzo strutturale: 42 milioni di euro dovuti ai costi di personale, di manutenzione e soprattutto alla erogazione di farmaci di ultima generazione ad alto costo
• Budget previsto: 191 milioni di euro rivalutabili con altri 20 milioni eventualmente da assegnare per attività assistenziali e di ricerca di eccellenza Una dotazione finanziaria disposta dalla Regione tre anni orsono ma mai ratificata dal tavolo interministeriale per il monitoraggio del piano di rientro dal deficit.
• Strutture assistenziali: dai 24 dipartimenti assistenziali attivi
oggi bisognerebbe passare a 19 dipartimenti ad attività integrata e quattro dipartimenti centrali
La attuale dotazione finanziaria dell’azienda ospedaliera policlinico di via Pansini ammonta a 155 milioni di euro e sconta un deficit strutturale di 42 mln

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