L’appello è fare presto: mettere in moto la riscossione dei crediti (circa 200 milioni di euro la somma totale dovuta dalle Asl campane ai centri di emodialisi privati) per pagare fornitori e dipendenti. In caso contrario, le prestazioni salvavita per i pazienti emodializzati potrebbero essere sospese entro breve tempo. E’ l’allarme lanciato dal presidente dell’asociazione regionale campana ambulatori di emodialisi (Arcade) Giulianna Fusco, durante la trasmissione “Apprescindere” su Raitre, striscia quotidiana condotta dal giornalista Michele Mirabella in una puntata speciale dedicata al ritardo nei pagamenti alle aziende private da parte della Pubblica amministrazione. Centodieci imprese accreditate che curano oltre l’80 per cento dei pazienti campani in emodialisi con circa 2.500 dipendenti oltre ai lavoratori dell’indotto. Una vicenda quella dei mancati pagamenti delle prestazioni alle aziende da parte della Sanità regionale, che vede un ritardo medio di 800 giorni (in Italia la media è 180) e che parte dai primi anni del Duemila.
I CREDITI
“Il debito pregresso si è autoalimentato perché per anni i crediti annuali sono stati pagati parzialmente. Così abbiamo proceduto con decreti ingiuntivi fino al pignoramento. Ma i crediti verso le Asl sono “impignorabili” e le tesorerie delle Asl hanno prudenzialmente bloccato le somme pignorate. Questo è uno dei motivi per i quali le Asl non hanno liquidità ed i centri di emodialisi non riscuotono i crediti – spiega il presidente Fusco.
PAZIENTI A RISCHIO
A rischio, oltre i pazienti dializzati, ci sono i dipendenti dei centri. Circa 300 sono in attesa di stipendio e tredicesima del dicembre scorso, mentre alcune strutture nel beneventano a dicembre hanno dovuto sospendere l’erogazione delle prestazioni.A pesare sulle Asl il deficit sanitario regionale di 200 milioni nel 2011. Ma la Sanità in Campana procede a due velocità. Con l’Asl Napoli 1 che stenta mentre altre realtà sono quasi in regola con i conti dice nel corso della trasmissione il presidente della Commissione regionale Bilancio, Finanza, Demanio e Patrimonio, Massimo Grimaldi, che conferma l’esistenza di un tavolo commissariale cui siedono anche i centri dialisi accreditati, per arrivare a soluzioni concrete in breve tempo. “Sinora per poter assicurare le cure ai dializzati, sono stati penalizzati fornitori e lavoratori – aggiunge il presidente di Arcade, Giulianna Fusco –ma se non usciamo da questa crisi di liquidità non saremo più in grado di erogare prestazioni. E occorre un lavoro che vada oltre l’emergenza, affinché l’emergenza non si verifichi in futuro. Propongo quindi alla Regione di destinare nel bilancio annuale della Sanità campana i fondi per l’emodialisi, che rappresenta solo l’1,25 per cento della spesa totale della sanità regionale”.

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