Confindustria Napoli

Sanità, debito irrisolto:
in vista decine di fallimenti

Al palo il piano dei pagamenti per i fornitori di beni e servizi. Gianni Severino, presidente della sezione di settore degli industriali punta il dito contro Asl Na 1 e Regione


Il nodo irrisolto della Sanità regionale è il piano dei pagamenti per l’azzeramento del debito pregresso. Un piano che riverbera anche sui conti della spesa corrente visto che la tendenza ad accumulare mensilità non pagate ai fornitori di beni e servizi permane nononostante il ruolino di marcia del piano di rientro dal deficit. Una papata bollente che ricade soprattutto nelle mani delle imprese sanitarie che operano con la Asl Napoli 1 centro. Dopo farmacisti e centri di riabilitazione a scendere in campo è Confindustria Napoli.
“Nel solo 2011 il Governo centrale ha stanziato per la sanità in Campania più di 9 miliardi e mezzo di euro – avverte Gianni Severino, presidente della sezione sanità dell’associazione”. A quanto ammontano le risorse inviate dalla Regione all’Asl Napoli 1 Centro? si chiede Severino. Quel che è certo è che tra stanziamenti ordinari e finanziamenti straordinari le rimesse regionale per le Asl metropolitana continuano ad essere insufficienti rispetto al fabbisogno.
Chi è il responsabile dei mancati pagamenti alle centinaia di imprese private accreditate della città di Napoli, che effettuano circa 4 milioni di prestazioni annuali e lamentano ben 500 milioni di crediti non riscossi? Chi sarà il responsabile del fallimento del comparto, con la chiusura di centinaia di aziende e la conseguente perdita di quattromila posti di lavoro? i dilemmi di Severino che dipinge una situazione a tinte nerissime per il settore. Uno scenario che registra la totale mancanza di erogazioni da parte dell’Asl Napoli 1 e l’immobilismo della Regione Campania sul fronte della risoluzione del debito pregresso. Per Severino la cosiddetta razionalizzazione della spesa sanitaria avrà come esito i fallimenti. E’ tutto tranne che un piano di rientro dal debito. ”Rivolgo – conclude – insieme a tutti gli altri vertici delle principali associazioni rappresentative delle imprese del settore, un appello al buon senso: evitiamo che la cattiva gestione delle risorse pubbliche continui a distruggere una parte vitale del tessuto produttivo locale”.
La Regione è consapevole. Il presidente della Regione Stefano Caldoro dal suo blog rilancia la proposta del fondo di garanzia nazionale.

I ritardi delle Asl

• Napoli 1 Centro: 1.676 Giorni
• Az. Osp. S. Sebastiano Di Caserta: 1.414
• Az. Osp. Univ. Federico Ii 1.321
• Az.San.Loc. Di Salerno 1.157
• Az. San. Loc. Napoli 2 Nord 992
• Az.San.Loc. Di Caserta 937
• Az. Osp. Ii^ Uds Di Napoli 802
• Az. Osp. V. Monaldi E Cotugno 768
• Az. Osp. Osp. Riun. S.G Dio-R. D’aragona 745
• Az. Osp. Cardarelli 682
• Az. San. Loc. Napoli 3 Sud 673
• Irccs I.N.Tumori Fond. G. Pascale 519
• Asl Benevento 1 469
• Az. Osp. Santobono – Pausilipon 434
• Azienda Sanitaria Locale 349
• Az. Osp. S. Giuseppe Moscati 156
• Az. Osp. G. Rummo 106

Le prime due aziende peggiori pagatrici della Campania sono anche fanalino di coda in Italia. Nel 2011 i tempi medi di pagamento delle fatture dei fornitori in Campania sono di 771 giorni contro i 299 della media italiana

Ettore Mautone


Giornale numero: 027 - Pagina: 6