All’atto dell’insediamento della Giunta guidata da Luigi de Magistris (metà giugno 2011) il principale nodo da affrontare, per l’azienda -Palazzo San Giacomo, è il raggiungimento dell’obiettivo del Patto di stabilità 2011: il saldo di competenza mista (ovvero il superamento della soglia consentita dai limiti di spesa) è pari a 60.545.000 euro. Al termine del primo semestre 2011 l’obiettivo del Patto risulta sforato per ben 63 milioni di euro. Lo squilibrio principale concerne i lavori pubblici: pagamenti a quota 124 milioni, le entrate appena a 24,7 milioni di euro. Il volume ridotto delle entrate dipende dal mancato introito di trasferimenti statali: quelli per la metropolitana, i fondi Fas per le infrastrutture e i finanziamenti regionali. Poi ci sono le minori entrate per la dismissione del patrimonio immobiliare (al palo da anni, valore stimato circa 200 milioni di euro) e le lungaggini del condono edilizio impantanato dal 1985 (passando per le sanatorie del 1993 e del 2004) con migliaia di procedimenti sospesi. In questo caso l’introito al palo è stimato in 10 milioni di euro. L’eventuale sforamento del Patto di stabilità al 31 dicembre 2011 avrebbe comportato pesanti sanzioni: impossibilità di effettuare investimenti, assunzioni di personale e un ulteriore taglio dei trasferimenti dello Stato. “Il Comune di Napoli – dopo il taglio feroce di oltre cento milioni subito nel 2011, circa un quinto del totale dei trasferimenti – avverte l’assessore al Bilancio Riccardo Realfonzo – non avrebbe potuto permettersi un simile taglio. Allo sforamento avrebbe fatto seguito lo stato di dissesto (l’equivalente, per un’amministrazione pubblica, della procedura di fallimento per un’impresa ndr). Una situazione che avrebbe comportato l’incremento di tutte le imposte all’aliquota massima, la copertura dei servizi a domanda individuale al 36 per cento, la messa in mobilità del personale in eccesso, l’alienazione del patrimonio disponibile, la contrazione di un mutuo a carico del proprio bilancio. Il tutto per provvedere al riequilibrio stabile del bilancio.
LA CURA AI CONTI IN ROSSO
La cura per i conti della macchina produttiva di Palazzo San Giacomo si è tradotta in una serie di tagli alla spesa con pochi margini per gli investimenti. Si parte dalla contrazione della spesa comunale (intesa come macchina burocratico-amministrativa) con la razionalizzazione dei costi delle utenze, delle forniture e dei servizi. Il bisturi affonda soprattutto nel bubbone delle Partecipate: qui i risparmi finora conseguiti ammontano a circa 11 mln di euro. Poi, a ottobre scorso, scatta la sospensione temporanea dei pagamenti per lavori infrastrutturali (strade, arredi, lavori di ristrutturazione) che limita il nuovo indebitamento ai soli 43 mln necessari a ricapitalizzare Asia, laddove la nuova emergenza rifiuti non ammette deroghe.
IL PERSONALE
L’ultima leva sulla quale agire è quella del personale: in cantiere una scure che tocca il nervo scoperto dei buoni pasto, delle indennità e degli straordinari (valore circa 26 milioni) per 10.127 dipendenti inquadrati in 10 direzioni generali, 8 dipartimenti, 3 servizi autonomi, e in dieci municipalità per un costo totale annuo di 218 milioni più 60 di contributi. I tagli alle indennità per ora solo ipotizzati.
Ma sono serviti a mettere sul piede di guerra i sindacati. Porterebbero a diminuzioni in busta paga, in media, di 2 o 300 euro laddove la sola modifica dei turni di servizio vale quasi la metà di questa torta. Altri 2 milioni potrebbero essere drenati dagli straordinari, 4,6 milioni sono nelle pieghe delle indennità di servizio per ruoli dirigenziali mentre il disagio lavorativo di alcune categorie si paga per 3,6 milioni. “L’amministrazione tutta, dal sindaco agli assessori, è impegnata ad organizzare al meglio la macchina comunale- si affretta a chiarire il sindaco Luigi de Magistris – avendo come obiettivi l’efficientamento della sua attività e la valorizzazione di tutti i suoi dipendenti. Stiamo studiando come ottimizzare le risorse e le professionalità presenti in essa, all’interno di un confronto con tutti i soggetti coinvolti, in primis i sindacati. L’unica certezza è che gli stipendi dei dipendenti del Comune non saranno oggetto di decurtazione”. Il dibattito, dunque, è ancora in corso e nessun provvedimento è stato preso.
ELETTI E NOMINATI
In effetti tra le voci di costo aziendale della macchina comunale non ci sono solo gli stipendi dei dipendenti ma anche le buste paga e le indennità degli eletti e dei nominati: il sindaco, gli assessori, i consiglieri comunali e i componenti dei parlamentini municipali: anche qui con le squadre che compongono le giunte e i consigli di quartiere.
Quanto incidonosulla spesa complessiva? Vediamo nel dettaglio: i 48 consiglieri comunali per i soli gettoni di presenza (poco meno di 100 auro) costano circa 74 mila euro annui mentre l’indennità mensile unitaria supera di poco i 1.500 euro. Cifre contenute che ovviamente lievitano se guardiamo alle buste paga della giunta: il Sindaco percepisce poco oltre i 7 mila euro mensili. Supera di poco i 4.500 euro lo stipendio degli assessori. Le indennità di presenza per tutta la squadra di governo (il sindaco più i 12 assessori) valgono su base annua circa 700 mila euro al quali vanno aggiunti 60 mila euro di Irap. I gettoni di presenza (46 euro) dei 300 consiglieri municipali vangono invece, sempre calcolando l’arco di 365 giorni, 2,24 milioni ai quali bisogna aggiungere un’indennità mensile unitaria di 604 euro. Il calcolo per i 10 presidenti di municipalità ammonta rispettivamente a 164 mila euro per i gettoni su base annua mentre l’indennità mensile sale a circa 1.300 euro. Per gli assessori dei parlamentini i gettoni di presenza valgono 320 mila euro annui e poco meno di 900 euro l’indennità mensile.
Un calcolo a parte va fatto per il personale di staff, collaboratori diretti del sindaco e degli assessori che contano 62 unità inquadrate con contratti che durano quanto dura la giunta le cui competenze incidono sul bilancio, su base mensile, pcirca 148 mila euro. Infine i dipendenti a tempo indeterminato: qui le competenze ammontano su base annua a 218 milioni di euro aiq uali ne vanno aggiunti altri 62 per la contrattazione decentrata. Il tutto per un costo annuo complessivo di 290 milioni di euro. Il costo del personale di una grande azienda la cui produttività è sottoposta al giudizio insindacabile degli elettori.
continua
Gli uffici e i consulenti
Unità Competenze Contributi IRAP
Personale di Staff 62 148.280,79 45.404,86 12.603,48 Collaboratori diretti
sindaco/ assessori
Dipendenti a tempo indeterminato 10127 218.133.867,73 60.423.081,36 17.450.709,42
(Previsioni 2012)
Fondo Contrattazione decentrata 62.084.532,78 16.587.110,04 5.277.184,49
Eletti e nominati
numero Gettoni Contributi IRAP Indennità/Gettone presenza media Indennità/Gettone Tipologia
di presenza giornaliero unitario mensile mensile unitario
Consiglieri Comunali 48 (*) 74.671,65 n.d. 6.347,09 97,61 16 1.561,76
7.018,65 sindaco
Giunta Comunale 12 + sindaco 694.846,08 n.d. 59.061,92 4.562,12 ass. comunale
Consiglieri Municipali 300 2.246.657,28 n.d. 190.965,87 46,48 13 604,24
Presidente di Municipalità 10 164.235,60 n.d. 13.960,03 1.368,63
Assessori di Municipalità 30 320.259,60 n.d. 27.222,07 889,61
(*) Attualmente il Presidente del Consiglio Comunale non sta percependo alcuna indennità

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