Lobby riconosciute per legge: la Campania sulle orme del ministero per le Politiche agricole: dopo il decreto lobby lanciato da Mario Catania anche la Regione prova a regolamentare per legge i gruppi di interesse. Un registro su base volontaria, l’adozione di un codice di condotta comune, l’indicazione di requisiti minimi e la previsione di un sistema di controllo e sanzioni: così la proposta depositata oggi in Consiglio regionale da Carmine Sommese del Gruppo misto riconosce per legge i gruppi di interesse. Con il via libera al provvedimento tutti i portatori di interessi particolari – in prima linea le categorie economiche, sociali e del terzo settore maggiormente rappresentative a livello regionale – potranno chiedere di essere accreditati presso il Consiglio regionale della Campania mediante l’iscrizione in un apposito registro.
A che cosa dà diritto questo riconoscimento? L’iscrizione all’elenco consentirà ai lobbisti di presentare agli eletti proposte, richieste, suggerimenti, studi, ricerche, analisi, memorie scritte e documenti. Gli iscritti riconosciuti per legge potranno chiedere di essere ascoltati dalle Commissioni consiliari incaricate dell’istruttoria dei provvedimenti o trasmettere le proprie proposte direttamente ai gruppi politici del Consiglio. Non solo. Il registro sarà anche una sorta di lasciapassare: i lobbisti che ne faranno parte potranno accedere ai locali del parlamentino, agli uffici dell’Assemblea legislativa e dei singoli gruppi e seguire per via telematica le sedute delle commissioni di loro interesse. Ci sono anche sanzioni pecuniarie per chi essercita l’attività senza essere iscritto al registro: le multe saranno comprese tra i 2mila e i 20mila euro.
Regione
Lasciapassare per i lobbisti: un registro made in Campania
Di Giuseppe Silvestre – venerdì 10 febbraio 2012Postato in: Politica
Giuseppe Silvestre
Giornale numero: 029 - Pagina: 11

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