VIROLOGIA

Scoperto primo antivirale universale


Un nuovo studio ha dato vita al primo antivirale universale capace di sconfiggere tutti i principali virus influenzali che colpiscono l’uomo: A, B e, eventualmente, il virus H5N1 degli uccelli in caso di pandemia.
La scoperta, pubblicata dalla rivista “Pnas”, testimonia il lavoro svolto dai team delle università di Padova, Perugia e Cambridge (UK) che hanno sinergicamente sviluppato lo studio.
Dichiara l’autore principale della ricerca, Giorgio Palù, dell’università di Padova: “La novità assoluta di questo studio sta nel fatto che non sono stati utilizzati peptidi, bensì piccole molecole con profilo già tipico di un farmaco”.
Palù si sofferma poi sulle specifiche innovative e altamente tecnologiche di questa scoperta. “Si tratta dei primi farmaci disegnati razionalmente al computer sulla base delle strutture cristallografiche di due proteine del virus influenzale che costituiscono il complesso replicativo del virus e interagiscono strettamente tra di loro. Da uno screening condotto su 3 milioni di composti, solo alcuni sono risultati attivi e due in modo particolare. Si può ora pensare di modificare ulteriormente queste sostanze per renderle ancora più selettive e soprattutto farmacologicamente disponibili”.
Il significato e la portata di questa scoperta sono notevoli, poiché potrebbe portare alla produzione e diffusione di farmaci sempre più specifici per combattere i virus influenzali in atto e prevenire in futuro possibili pericoli pandemici dovuti alla diffusione della cosiddetta “bird flu” o “avian flu”, che si diffuse in Asia all’inizio del duemila causando forti timori per la sua estrema pericolosità.
Nel 2010 si diffuse in Italia il timore per la diffusione dell’influenza H1N1.   In Campania, in particolare, causò preoccupazione nella popolazione.
Giulio Tarro, Primario emerito presso l’A.O. “D.Cotugno” di Napoli e Adjunct professor presso la Temple University di Philadelphia, dove ha spesso collaborato con il ricercatore napoletano Antonio Giordano dello Sbarro Institute  anche in progetti come la Human Health Foundation Onlus, all’epoca spiegò: “la malattia tra incubazione, sintomatologia reale e convalescenza si risolve in sette – dieci giorni, mentre l’ epidemia durerà diversi mesi e probabilmente molto più a lungo. Esiste un rischio potenziale di ricombinazione genetica con virus influenzali umani già circolanti che potrebbe dar esito ad una variante virale capace di una trasmissione da uomo a uomo di tipo aggressivo e più dannosa”.   Aggiunse poi riguardo l’importanza della vaccinazione: “La massiccia campagna promozionale sul vaccino è giustificata dal fatto che arrestando
l’influenza, la maggior parte della popolazione verrà protetta perché si riduce la diffusione del virus che, sebbene non aggressivo, è però molto contagioso. I vaccini prototipo, preparati in anticipo, non hanno registrato effetti collaterali indesiderati, ad eccezione di blande reazioni già osservate per i simili vaccini antinfluenzali stagionali”.

Pierpaolo Basso