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Rinnovabili, Pmi in rivolta: A rischio migliaia di posti

Governo sotto pressione in vista del via libera definitivo ai decreti sulle energie rinnovabili. La annunciata riduzione degli incentivi non piace alle imprese. i vertici di Assosolare chiedono un confronto con il ministro dello Sviluppo economico Corrado Passera. E citano dati allarmanti. “Il taglio del 50 per cento degli incentivi dimezzerà il mercato – rivela – provocando di conseguenza una perdita netta di posti di lavoro stimabile nell’ordine delle 60 mila unità”. Della bozza le imprese contestano anche la volontà di istituire un registro per gli impianti di potenza superiore a 12 kilowatt quando il limite minimo attuale è di mille kilowatt. “Si potrebbe trovare un accordo a quota cento kilowatt – spiega il numero uno di Assosolare– ma la soglia proposta è troppo bassa”. Sul piede di guerra anche le aziende del comparto eolico, che paventano una perdita di 5 mila posti di lavoro sui 40 mila attivi al momento in Italia. Proprio ieri Passera, a margine della presentazione del documento di economia e finanza 2012 dice che “sulle rinnovabili sono impegnati 170 miliardi di euro per i prossimi 20 anni”. Il ministro fa una ulteriore rivelazione. “Abbiamo messo 60 miliardi per sviluppare filiere più interessanti e creare occupazione, adesso però c’è molto da fare sul versante dell’efficienza energetica”. Che si traduce, a suo dire, in costi ridotti per imprese e cittadini. Gli incentivi italiani per le rinnovabili sono i più alti dell’eurozona. Per il fotovoltaico vengono concessi 313 euro per ogni megawatt contro i 162 della Germania e i 160 euro della media continentale. Biomasse e biogas ottengono invece 250 euro per ogni megawatt/ora: la Germania oscilla tra 114 e 292 euro, i Paesi dell’Unione Europea tra 130 e 137 euro, la Francia tra 43 e 178 euro.