Commenti

Lavoro, la riforma non aiuta le start up

La riforma del mercato del lavoro lascia a piedi l’occupazione che le startup potrebbero creare. Sono queste a trainare innovazione e lavoro. Come dimostrano i dati della Lombardia che indicano in oltre nove mila i posti di lavoro create dalle startup nel primo trimestre dell’anno corrente. Alle startup quella riforma toglie la flessibilità delle assunzioni che non è precarietà giacché chi lavora in un’impresa nuova e innovativa punta a tradurre in imprenditorialità le esperienze lì fatte. Questo è il brutto risultato prodotto da una classe politica priva di cultura imprenditoriale e da un governo composto da professori universitari e dirigenti ministeriali lontani dalle sfide della rivoluzione imprenditoriale scatenata dalle nuove scoperte scientifiche e dalle innovazioni tecnologiche.

Mentre in Italia non si vede la realtà profonda del cambiamento in corso, negli Stati Uniti alla mancanza di jobs (posti di lavoro) si cerca di rimediare con i JOBS (Jumpstart Our Business Startups), una nuova legge che all’occupazione in declino contrappone la promozione dell’imprenditorialità. Un cambiamento il cui nome è “distruzione creativa” giacché fa morire le attività giunte fino al tramonto della rivoluzione industriale e, con la rivoluzione della conoscenza in atto, ne fa sorgere di nuove che cambiano radicalmente stili di vita e lavoro. I posti cancellati dalla Grande Recessione sono andati via per sempre. E dare ossigeno alla crescita economica non basta senza aver tracciato nuovi percorsi per l’occupazione.

Per i giovani, la cui inoccupazione ha raggiunto punte inaccettabili, le startup sono un promettente porto di approdo. La loro occupabilità dipende da un salto di qualità nelle norme che regolano il mercato del lavoro accompagnato da innovazioni profonde nelle istituzioni educative, dalla scuola dell’obbligo all’università e oltre. Frutto dei semi dell’innovazione che uscendo dalla spelonca dell’articolo 18 si potranno spargere sul terreno del nostro futuro, è la fioritura di nuovi talenti imprenditoriali che produrrà vantaggi competitivi per la nazione e le imprese.
piero.formica@gmail.com

Piero Formica