Il governo della salute

Atti aziendali da rifare: ecco le direttive del ministero

Regioni con i conti in rosso: primari ospedalieri in base ai posti letto. Nelle Asl le strutture complesse assegnate in base al numero dei residenti. Entro il 2012 Palazzo Santa Lucia dovrà emanare le nuove regole


Gli organigrammi delle Asl, dovranno essere rivisti. In alcuni casi completamente rivoluzionati. Dopo mesi e mesi di attesa dunque, del responso ministeriale sulle linee guida agli atti aziendali delle Asl disegnati dalla struttura commissariale e trasmessi al tavolo interministeriale di verifica, il governo centrale anziché rimandare il via libera trasmette alla Campania un documento programmatico con indicazioni di metodo più che di merito sul ridisegno dell’articolazione di Asl e ospedali.
La Regione licenzierà nei prossimi giorni un documento finale che si allinea ai contenuti del piano ministeriale sui Lea e sugli standard di personale trasmesso agli uffici di Palazzo Santa Lucia.
Ovvero la razionalizzazione ed economicità del servizio sanitario regionale dovrà rispondere anche a criteri di articolazione aziendale calibrati su livelli essenziali di assistenza. Tradotto in soldoni nell’arco di qualche settimana tutto il lavoro fin qui condotto dai manager di Asl e ospedali per disegnare organigrammi, definire uffici e dipartimenti e, in alcuni casi (vedi Asl Napoli e Asl di Caserta) attribuire incarichi potrebbe essere cestinato. Per la definizione degli standard per l’individuazione di strutture semplici e complesse del Servizio sanitario nazionale si parte dal vincolo di crescita della spesa per il personale del Ssn di cui alla Finanziaria del 2007 passando per i processi di riorganizzazione, compresi quelli di razionalizzazione della rete ospedaliera fino alla definizione di misure di riduzione stabile del personale in servizio con conseguente ridimensionamento dei fondi contrattuali. Alla luce di ciò il Comitato permanente per la verifica dei Livelli essenziali di assistenza individua i parametri standard delle strutture e provvede alla verifica della coerenza dei parametri adottati dalle singole Regioni che saranno nelle prossime settimane sotto la lente del tavolo interministeriale di verifica del tavolo tecnico di verifica del piano di rientro dal deficit. Il tavolo parte dal rilevamento delle dotazioni organiche delle strutture complesse ospedaliere (quelle che definiscono gli attuali incarichi per primari) passando in rassegna le strutture semplici (ex assistenti).

Strutture ospedaliere
Il rilevamento distingue tra strutture ospedaliere, interne ai presidi ospedalieri a gestione diretta delle Asl, delle aziende ospedaliere, delle aziende ospedaliero universitarie e degli Irccs pubblici e strutture non ospedaliere dell’area professionale, tecnica ed amministrativa di livello aziendale oltre che le strutture territoriali del dipartimento di prevenzione, dei dipartimenti sovradistrettuali e dei distretti distinguendo tra incarichi previsti dall’atto aziendale o da altro provvedimento regionale e aziendale assegnati. In Campania sono in totale sono previste 2.048 strutture complesse di cui 1.100 ospedaliere e 948 non ospedaliere come base informativa per la definizione dei parametri standard mentre le strutture semplici sono 9.845 di cui 3.545 ospedaliere e 6.300 non ospedaliere.

I criteri
Da questa metodologia sono escluse le Regioni in piano di rientro (Abruzzo, Calabria, Campania, Lazio, Liguria, Molise, Piemonte, Puglia, Sardegna, Sicilia), in quanto soggette alla revisione della propria offerta sanitaria, in particolar modo ospedaliera, nonché al recupero dell’inappropriatezza. Per queste regioni gli indicatori per le strutture complesse ospedaliere sono il numero di posti letto pubblici e per le strutture complesse non ospedaliere il numero di abitanti residenti. Per le strutture semplici il rapporto tra strutture semplici previste e complesse previste. Le Regioni sottoposte a piano di rientro sono tenute ad emanare, entro il 31 dicembre 2012, apposite direttive ai fini dell’adozione da parte delle aziende di specifici provvedimenti di riorganizzazione aziendale al fine di contenere il numero delle strutture semplici e complesse entro i limiti previsti dai dagli standard, fermi restando comunque i vincoli finanziari ed organizzativi previsti per il personale dai rispettivi piani di rientro Per tutte le altre Regioni non sottoposte ai piani di rientro, ai fini della verifica degli adempimenti, a partire dall’anno di valutazione 2012, sarà chiesto di relazionare in merito alle iniziative adottate ai fini di un adeguamento graduale ai predetti standard.

Le linee guida

Tipo di Struttura Indicatore Standard
• Strutture complesse previste
– Ospedaliere Posti letto pubblici Regione 17,5 posti letto per struttura
SC Ospedaliere Regione complessa ospedaliera
– Non Ospedaliere Pop. Residente Regione Regioni con Pop.2,5 mln = 13.515
residenti per struttura complessa
non ospedaliera
• Strutture semplici Strutture Semplici Totali 1,31 strutture semplici per
totali previste Strutture Complesse Totali struttura complessa

Ettore Mautone


Giornale numero: 081 - Pagina: 15