Affari e giustizia

Arrestato Giuseppe Mandara
I pm: Un impero grazie ai Casalesi

Decine di agenti della Dia e del Noe dei carabinieri di Napoli hanno eseguito numerose misure cautelari nei confronti del gruppo caseario Mandara, marchio notissimo in ambito nazionale e internazionale per la produzione e commercializzazione della mozzarella Dop. I vertici aziendali sarebbero ritenuti vicini al clan dei Casalesi. L’operazione, denominata “Bufalo”, è stata condotta dalla Direzione Distrettuale Antimafia partenopea. Il titolare della Mandara, Giuseppe Mandara, è stato arrestato con altri suoi collaboratori e l’intero patrimonio aziendale, stimato in oltre 100 milioni di euro, è stato sottoposto a sequestro. Le imputazioni sono di associazione per delinquere di stampo camorristico e reati in tema di tutela della
salute pubblica. Oltre a Mandara, è finito in carcere Vincenzo Musella, classe ’57.

Ai domiciliari Giovanni Divozzi, responsabile amministrativo della Ilc Mandara, e Luigia Letizia, addetta al controllo qualità della Ilc Mandara. Misure interdittive, invece, per Pietro Naclerio, classe ’76, responsabile della qualità dello stabilimento di produzione; Antonio Severino, classe ’59; Luca Cantini, classe ’55; Francesco Crolla, ’67; Carmine Tagliamonte, classe ’53; Gino Toraldo, classe ’74; Antonio Mandara, classe ’72; Anna Affinito, classe ’61; Gaetana Fontana, classe ’77. Le indagini, rese possibili dalle dichiarazioni dei pentiti e dalle numerose intercettazioni, avrebbero consentito di far luce sulla genesi, sull’evoluzione e sui metodi di lavoro del caseificio Mandara, il cui stabilimento ha sede nel Comune di Mondragone. “Nel 1983 – spiega il capocentro della Dia di Napoli, Maurizio Vallone – Mandara era in grosse difficoltà economiche. All’improvviso nel giro di poco tempo mette su un impero: aveva ottenuto da Pasquale La Torre un ingente finanziamento, circa 700 milioni di lire. La Torre aveva costituito con Mandara una società il cui primo atto era stato l’acquisto del caseificio, circostanza pienamente riscontrata da atti di protesto di titoli a lui ascrivibili fino al 1985, per un valore di oltre 350 milioni di lire”.
Nel 2003 la Ilc Mandara si trasforma in Spa, cedendo il 49 per cento del pacchetto azionario alla “Alival spa”, azienda toscana specializzata in prodotto caseari, le cui quote sono state sequestrate. Nel corso delle indagini sarebbero emersi anche episodi di particolare gravità per la salute pubblica. In un’occasione è proprio Giuseppe Mandara – scrive la Procura in una nota – ad autorizzare i suoi collaboratori che fosse comunque messa in commercio una partita di mozzarelle nocive: nel corso della lavorazione si era rotto il macchinario ed erano finiti nel composto frammenti di ceramica. In un altro caso, sarebbe emersa la vendita di falsi “provoloni del monaco Dop”, venduti esclusivamente in Toscana attraverso l’Alival spa.