Il governo della salute

Atti aziendali, c’è il decreto: 
via al riordino Asl

Palazzo santa lucia recepisce i rilievi del governo:
ecco in esclusiva i contenuti del provvedimento


Atti aziendali di Asl e aziende ospedaliere: c’è il decreto. Palazzo Santa Lucia adotta con atto formale i correttivi alle linee guida licenziate un anno fa e poi emendate a più riprese a marzo e maggio di quest’anno. A luglio scorso la bocciatura dei ministeri vigilanti fino alla nuova riformulazione dell’atto da parte della Regione che accompagna il decreto con una relazione di chiarimenti trasmessi al Tavolo interministeriale di verifica del Piano di rientro.
Direttori di strutture complesse (ex primari), dirigenti di strutture semplici, dipartimenti, uffici di staff, incarichi e ruoli all’interno delle Asl e degli ospedali campani: arriva la nuova mappa. In cantiere il vero e proprio architrave sul quale si reggerà il riordino della sanità campana in chiave di rientro dal deficit.
Dopo i pesanti rilievi formulati un anno fa da via XX settembre il documento, riveduto e corretto, dopo una lunga attesa è ora nero su bianco e alla notifica alle aziende ospedaliere.
Il Denaro anticipa in esclusiva i dettagli dell’atto di indirizzo per l’adozione dell’atto aziendale. Strumento giuridico, quest’ultimo, mediante il quale le aziende sanitarie determinano la propria organizzazione e il proprio funzionamento. Quel che è certo è che sarà profondamente rivisto l’attuale assetto delle aziende sanitarie con tagli netti per decine e decine di strutture proprio mentre la legge di stabilità varata dal governo Monti dà il via libera al turn-over per il 20 per cento del personale cessato nei ruoli sanitari e apre le porte anche ai rinnovi contrattuali del personale precario senza più limiti di spesa. Gli atti aziendali dovranno comunque tener conto delle norme statali sulla spending-review. Intanto c’è il numero del decreto firmato dal commissario ad acta Stefano Caldoro: è il n. 135 del 10 ottobre scorso ed è in via di pubblicazione sul bollettino regionale. Non appena sarà pubblicato le Asl dovranno redigere il rpoprio statuto rispettando i vincoli dettati dalle linee guida.

La programmazione
Le linee guida per gli atti aziendali sono articolate in un fadone di 67 pagine e sette sezioni. La prima riguarda la premessa, le norme di riferimento, le finalità, l’ambito di applicazione, principi generali, partecipazione e relazioni sindacali. La seconda il sistema di programmazione, controllo di gestione e budget, controllo di regolarità amministrativa e contabile, sistema informativo e nuove tecnologie dell’informazione e comunicazione, la comunicazione nelle aziende sanitarie. La terza sezione verte sulla struttura dell’atto aziendale, contenuti e regolamenti. Quindi al quarto punto si approfondisce l’assetto istituzionale delle aziende sanitarie e gli organi (direttore generale, collegio sindacale, direzione strategica, direttore sanitario e direttore amministrativo, collegio di direzione, consiglio dei sanitari, i comitati e le commissioni aziendali, il comitato unico di garanzia per le pari opportunitá, la valorizzazione del benessere di chi lavora e contro le discriminazioni. l’ufficio relazioni con il pubblico, gestione del rischio clinico e il controllo qualità.

Acquisti di beni e servizi
La quinta sezione riguarda gli acquisti di beni e servizi, le procedure contabili e la revoca degli incarichi dirigenziali con le modalità di valutazione dei risultati. la sesta sezione è dedicata all’artiucolazione delle aziende sanitarie e dunque il distretto, le forme organizzative, il comitato dei sindaci, i dipartimenti (prevenzione, Salute mentale, dipendenze, Emergenze, Sanità penitenziaria, l’integrazione sociosanitaria aziendale e i rapporti con gli ambiti territoriali sociali, le Cure domiciliar, i Servizi delle professioni sanitarie infermieristiche e delle altre professioni tecnico-sanitarie, le funzioni del Presidio ospedaliero). Infine la settima sezione con l’articolazione delle strutture operative, i criteri per l’individuazione delle unità operative complesse, semplici e dipartimentali in ambito ospedaliero e in ambito territoriale e infine i modelli operativi con le reti professionali, Gruppi operativi interdisciplinari e l’assetto degli incarichi professionali.

Strutture operative
La definizione dell’assetto organizzativo delle aziende sanitarie della Regione deve essere effettuata attraverso l’applicazione, a livello regionale, di rigorosi criteri e dei parametri standard per l’individuazione delle strutture semplici e complesse definiti dal Comitato permanente per la verifica dell’erogazione dei livelli essenziali di assistenza in condizioni di appropriatezza ed efficacia. In particolare per l’individuazione delle Unità operative in ambito ospedaliero (comprese le unità operative per le funzioni centrali) delle Aziende ospedaliere e dei Presidi ospedalieri di Asl bisognerà tenere conto di 17,5 posti letto per struttura complessa, 1,31 strutture semplici per struttura complessa, per l’individuazione delle unità operative in ambito non ospedaliero (strutture operative territoriali e delle funzioni centrali e 13.515 residenti per struttura complessa. Tali standard sono da intendersi al livello regionale. La Regione si riserva di impartire ulteriori direttive alle Aziende Sanitarie per articolare i suddetti parametri in funzione delle specificità tecnico assistenziali, tecnico scientifiche e didattico formative, entro e non oltre il termine del 31 dicembre 2012, fermi restando comunque i vincoli finanziari ed organizzativi previsti per il personale dal Piano di rientro e dai connessi programmi operativi.
Unità complesse
in ambito ospedaliero
Le Unità operative complesse di norma devono essere caratterizzate da rilevanza delle attività svolte per volume e tipologia, rilevanza del livello di responsabilità per la gestione della struttura, valore delle risorse professionali, operative e organizzative, adeguate qualitativamente e quantitativamente alla natura e all’entità degli obiettivi attesi, congrua dotazione di risorse professionali, operative e organizzative, rispetto alla necessità di contare su una massa critica adatta quali-quantitativamente alla natura e all’entità degli obiettivi attesi.

Unità semplici dipartimentali
Tali unità devono rispondere ad una congrua dotazione di risorse professionali, operative e organizzative adeguate qualitativamente e quantitativamente alla natura e all’entità degli obiettivi, funzione strategicamente rilevante per il buon funzionamento del Dipartimento e delle unità complesse senza sovrapposizione con le attività delle stesse, competenza specialistico-funzionale necessaria per la gestione della struttura, rilevanza delle metodologie e delle strumentazioni utilizzate nella struttura.

Unità semplici
Le Unità operative semplici di norma devono essere caratterizzate dall’esistenza di una unità operativa complessa, da una dotazione di risorse professionali, operative e organizzative adeguate qualitativamente e quantitativamente alla natura e all’entità degli obiettivi attesi, da una funzione strategicamente rilevante per il buon funzionamento dell’Unità operativa complessa di appartenenza e del dipartimento in cui essa è compresa. Ogni Unità ospedaliera deve erogare prestazioni sia in regime di ricovero che ambulatoriali in misura tale da contenere i tempi di esecuzione e di risposta entro tempi utili e per la conclusione tempestiva delle degenze ordinarie o a ciclo diurno., contribuire al contenimento dei tempi di attesa per le prestazioni ambulatoriali entro i limiti stabiliti in sede aziendale sulla base degli indirizzi regionali e infine garantire la quantità e qualità delle performance in funzione del conseguimento di idonei livelli di valorizzazione del prodotto, garantire l’appropriatezza delle modalità di conduzione delle pratiche cliniche diagnostiche e d assistenziali oltre che g0arantire una efficiente gestione delle risorse in dotazione.

Il territorio
Nelle Asl i criteri per l’individuazione delle unità operative complesse risponde a critreri di rilevanza delle attività svolte per volume e tipologia, rilevanza del livello di responsabilità per la gestione della struttura, valore delle risorse professionali, operative e organizzative, adeguate qualitativamente e quantitativamente alla natura e all’entità degli obiettivi attesi, articolazione interna della struttura e livello di diversificazione delle responsabilità oltre che congrua dotazione di risorse professionali, operative e organizzative, rispetto alla necessità di contare su una massa critica adatta quali-quantitativamente alla natura e all’entità degli obiettivi attesi.

I servizi
Qui i criteri per identificare le unità dipartimentali semplici rispondono alla capacità di erogare autonomamente servizi sul territorio, ad una congrua dotazione di risorse professionali, operative e organizzative adeguate qualitativamente e quantitativamente alla natura e all’entità degli obiettivi attesi, una funzione strategicamente rilevante per il buon funzionamento del Dipartimento e delle Unità operative complesse. I criteri e i parametri da utilizzare per la costituzione, il mantenimento e la riconversione delle Unità operativi semplici in ambito territoriale rimandano all’esistenza di una struttura complessa già esistente e pienamente configurata, l’utilizzazione di risorse umane, strutturali, strumentali e materiali indispensabili per realizzare gli obiettivi, funzione strategicamente rilevante per il buon funzionamento dell’Unità operativa complessa di appartenenza e, per il tramite di questa, del dipartimento in cui essa è compresa. Ogni Unità operativa territoriale deve poter erogare prestazioni di prevenzione, ambulatoriali di natura diagnostica clinica e strumentale, specialistiche specifiche, medico-legali e di natura terapeutica o riabilitativa in misura tale da contribuire al contenimento dei tempi di attesa entro i limiti stabiliti in sede regionale o nazionale, contribuire all’appropriatezza prescrittiva e al contenimento della spesa sia di farmaci che dispositivi medici.

Il documento

- Prima sezione: premessa, normativa di riferimento, finalità, ambito di applicazione, principi generali, partecipazione e tutela dei diritti dei cittadini, relazioni sindacali
- Seconda sezione: sistema di programmazione, valutazione e controllo, sistema informativo e nuove tecnologie della informazione e comunicazione, comunicazione nelle aziende sanitarie
- Terza sezione: struttura dell’atto aziendale
- Quarta sezione: assetto istituzionale delle aziende sanitarie: organi e organismi
- Quinta sezione: 13. acquisti di beni e servizi e programmazione e gestione delle attrezzature
- Acquisti di beni e servizi: Attrezzature: programmazione, acquisti, gestione e manutenzione, procedure contabili, attribuzione e revoca degli incarichi dirigenziali e relative modalità di valutazione
- Sesta sezione: articolazione delle aziende sanitarie
- Settima sezione: articolazioni delle strutture operative, criteri per individuazione delle unità operative (uoc, uosd, uos) in ambito ospedaliero, criteri per la individuazione delle unità operative (uoc, uod, uos) in ambito territoriale, modelli operativi

Le linee guida per gli atti aziendali si articolano in 67 pagine e sette sezioni. Strutture ospedaliere. Il rilevamento distingue tra strutture ospedaliere, interne ai presidi ospedalieri a gestione diretta delle Asl, delle aziende ospedaliere, delle aziende ospedaliero universitarie e degli Irccs pubblici e strutture non ospedaliere dell’area professionale, tecnica ed amministrativa di livello aziendale oltre che le strutture territoriali del dipartimento di prevenzione, dei dipartimenti sovradistrettuali e dei distretti distinguendo tra incarichi previsti dall’atto aziendale o da altro provvedimento regionale e aziendale assegnati. In Campania sono in totale sono previste 2.048 strutture complesse di cui 1.100 ospedaliere e 948 non ospedaliere come base informativa per la definizione dei parametri standard mentre le strutture semplici sono 9.845 di cui 3.545 ospedaliere e 6.300 non ospedaliere


Titolo

Tipo di Struttura Indicatore Standard
• Strutture complesse previste
– Ospedaliere Posti letto pubblici Regione 17,5 posti letto per struttura
SC Ospedaliere Regione complessa ospedaliera
– Non Ospedaliere Pop. Residente Regione Regioni con Pop.< 2,5 mln = 9.158
SC Non Ospedaliere Regione residenti per struttura complessa
non ospedaliera
Regioni con Pop.>2,5 mln = 13.515
residenti per struttura complessa
non ospedaliera
• Strutture semplici Strutture Semplici Totali 1,31 strutture semplici per
totali previste Strutture Complesse Totali struttura complessa

Ettore Mautone


Giornale numero: 195 - Pagina: 10