Futura

Sperimentazione animale
Come si cura chi dice no?

L’attrice Loredana Cannata protesta contro la vivisezione

Negli ultimi mesi sì è aperto un dibattito molto acceso sulle restrizioni da applicare nell’uso di animali nella ricerca biomedica. Il Parlamento ha approvato dellemodifiche in senso restrittivo rispetto alla normativa europea che doveva essere semplicemente recepita. Queste modifiche hanno creato un estremo turbamento negli ambienti della ricerca italiana per le ripercussioni enormi che avranno sulla comprensione di patologie importanti e sulla capacità di sperimentare terapie innovative.

Non esistono alternative valide - A questo punto diventa fondamentale fare un ragionamento quanto più possibile “freddo” per capire e dare il giusto peso alle decisioni che si stanno prendendo e alle loro conseguenze. La sperimentazione animale è fondamentale per un semplice ed ovvio motivo: non esistono modelli sostitutivi validi che permettano di sviluppare nuove terapie emigliorare la nostra conoscenza sulla biologia della nostra e delle altre specie. Questa affermazione va vissuta inmaniera personale per essere intesa fino in fondo: io ho sempre amato gli animali, ho sempre avuto un cane o un gatto a casa; se però mi chiedete se preferisco chemuoiano dei topolini in cambio di un farmaco per salvare la vita a unmio familiare non ho alcun dubbio nello scegliere il mio familiare. Questo punto di vista è spesso definito “specismo”; io lo chiamo più semplicemente buon senso.
La conseguenza di questo ragionamento è che chi la pensa diversamente (i cosiddetti “antispecisti”) dovrebbe avere la coerenza di non utilizzare alcun farmaco.

Se la vita umana non vale più nulla - Un’altra conseguenza del ragionamento animalista ed antispecista è ancora più agghiacciante: se non testiamo i farmaci sugli animali da laboratorio dovremmo sperimentarli direttamente sull’uomo. Ed è abbastanza evidente che la vita degli uomini in alcuni paesi può costare alle multinazionali del farmaco molto meno della vita di un topolino in un paese occidentale. L’ultima considerazione è di carattere politico: l’onda emotiva che genera l’animalismo è sfruttabile in termini di voti. È facile provocare empatia: nessuno vuole che si sacrifichino animali inutilmente. Il problema è che la propaganda animalista slega il sacrificio degli animali dal motivo per cui è essenziale farlo. A mio parere, la ricerca biomedica è un motivo molto più nobile rispetto al mangiare una bistecca (che pure comporta un sacrificio di un animale).

Propaganda politica con altri mezzi - È facile quindi attirare simpatie politiche utilizzando immagini di cagnolini e così via. Ragioniamo invece su quali sono le conseguenze: si uccide la ricerca biomedica, un’eccellenza del nostro paese, e si fanno scomparire dall’Italia le sedi delle multinazionali del farmaco (che andranno a fare ricerca in nazioni meno deliranti) con ovvie conseguenze economiche. Purtroppo è avvilente assistere a decisioni sconsiderate prese all’unico scopo di ottenere consenso senza tenere in conto il danno prodotto al Paese. Ho sempre sperato che le persone deputate a queste decisioni siano di elevato livello culturale e capaci di una profonda comprensione della politica, dell’economia e della società. Continuo ad attendere. •••

Lucio Pastore
Ordinario di Biochimica Clinica (Unina)