Talents

Talents di Carlo Lazzari di Carlo Lazzari
Descrizione:
Giornalista


0

Se la crisi si sposta in alto

Il segnale è forte e nuovo. Il calo dei consumi sta colpendo anche la fascia alta delle famiglie. Non sono più

solo pensionati e lavoratori con redditi medio bassi a scontare il peso del disagio sociale, ma anche un ceto

medio con una buona capacità di reddito. Un disagio che si trasferisce direttamente sulla borsa della spesa. Una

famiglia su 3 ha tagliato drasticamente l’acquisto di generi alimentari. Dal pane alla pasta, dallo zucchero

alla frutta. Dice l’Istat, che trasforma i comportamenti sociali in numeri, che la spesa media per famiglia è

diminuita di circa 400 euro mensili. Come dire: si mangia di meno e si scelgono prodotti meno costosi. E’

sintomatico un dato che aveva tenuto anche nei momenti più difficili: il consumo di sigarette. Ora invece anche

la sigaretta è entrata nella borsa dei tagli. Un sacrificio che, almeno in questo caso, non può che farci star

meglio.
Insomma, in tempi così difficili, anche l’ultimo dei vizi privati diventa un lusso eccessivo

Tag: , ,
0

Quelle “carte” con il trucco

Sono molto popolari, delle vere star del portafoglio. Ci riferiamo alle carte di credito, così diffuse e

pratiche. Le “revolving” in particolare divenute molto rapidamente di largo uso perché consentono di dilazionare

il credito acquisito. Un servizio comodo sicuramente, soprattutto in un periodo così difficile per le famiglie,

ma con costi che possono raggiungere la soglia dell’usura. Ma non è solo un problema d’informazione del cliente,

c’è anche un aspetto molto meno etico e molto più speculativo: il conteggio degli interessi di mora per

ritardati o mancati pagamenti. E qui le anomalie sono pesanti per il cittadino visto che gli interessi troppo

spesso vengono calcolati sull’intero debito residuo, anziché sulla rata scaduta o impagata.
C’è anche un ripetuto monito della banca centrale alle società che emettono queste “plastiche” così ammiccanti:

niente più invii se non richieste. Come dire, la regola c’è, ma va rispettata.

0

Stress da busta paga

Due economisti americani di buona fama, dopo una ricerca di un anno tra 450 mila cittadini, ci dicono con il

tono scientifico che solo gli Americani sanno dare al loro lavoro, che la soglia della felicità si può

collocare sui 75 mila dollari l’anno, circa 55 mila euro. E annotano che, aggiungere altri soldi oltre quella

soglia, non cambierebbe molto la percezione della tranquillità. Mentre scendendo le cose si complicano. E ne

descrivono l’infelice rotta: la sensazione di benessere mano a mano svanisce perché è più duro riuscire a

vivere con serenità. Così si accumulano stress, tristezza e paura delle malattie. Insomma si entra nel cono

d’ombra dell’infelicità. Ora, 55 mila euro per sfuggire alla depressione, non sarebbe neppure un livello

impossibile. Il fatto è che la media delle retribuzioni nazionali non supera i 26 mila. E quella dei pensionati

è molto più bassa. Non possiamo che rassegnarci allo stress: per noi la felicità può attendere.

Tag: , ,