Qualche giorno fa è stata presentata la manovra fiscale del nuovo governo Monti. Una manovra il cui nome è stao scelto con cura per far meglio digerire agli Italiani i sacrifici loro richiesti: la “manovra salva Italia”.
È sicuramente una manovra di lacrime e le prime sono state versate da uno degli autori, il ministro del lavoro Fornero, mentre illustrava la deindicizzazione delle pensioni rispetto all’inflazione.
Partiamo dalla pensioni. Dal 2012 spariscono di fatto le pensioni di anzianità e scatta il calcolo dell’assegno con il sistema contributo pro-rata per tutti. Salta la finestra mobile, ma l’età minima di pensione per gli uomini sarà elevata a 66 anni e per le donne a 62 anni. A prescindere dall’età si potrà accedere alla pensione «anticipata» con 42 anni e un mese di contributi per gli uomini e 41 anni e un mese per le donne. Viene rivisto anche il meccanismo di indicizzazione degli assegni all’inflazione: per le pensioni fino a due volte il minimo (circa 950 euro al mese) la perequazione sarà integrale, ma tutte quelle di importo superiore resteranno ferme.
Evidenze: La nuova fascia pensionabile è tra 66 e 70 anni ed è molto più stringente rispetto a quella assunta dal sistema contributivo svedese (da61 a 67 anni) che tutti ritengono il sistema pensionistico di riferimento. Tale tipo di intervento potrà dare risultati nel breve-medio periodo, ma a regime il suo impatto è tendenzialmente inutile in quanto il minor numero di pensionati generato dalla posticipazione del pensionamento è compensato dal maggiore importo unitario delle prestazioni.
La chiave di volta della manovra è costituito dalle imposta sugli immobili che si chiamerà Imposta Municipale Unica (IMU) che il federalismo fiscale riserva ai Comuni. Tale imposta sarà anticipata al gennaio 2012 e saranno tassate saranno anche le prime case. L’aliquota di base dell’Imu è stata fissata allo 0,76%, ma per la prima casa sarà ridotta allo 0,4%, con la possibilità per i singoli comuni di alzare o ridurre l’aliquota base di 0,3 punti e quella agevolata sulla prima casa dello 0,2%. Per le prime case si possono dedurre i primi 200 Euro di imposta.
L’Imu sarà applicata sul valore catastale degli immobili, calcolato in base a nuovi coefficienti di moltiplicazione. Per ottenere il valore, la rendita catastale di un appartamento dovrà essere moltiplicata non più per 115,5, o per 126 se si tratta di seconde case, ma per 160, ciò si concretizza in una rivalutazione degli estimi catastali di un buon 60%, come ha detto il vice ministro dell’Economia, Vittorio Grilli.
Evidenze: forse si poteva fare qualcosa di più aumentando l’eventuale aliquota per i possessori di un numero di abitazioni superiore a due con un corrispondente aumento della franchigia.
Non è stata introdotta la patrimoniale ma sono stati previsti interventi sul patrimonio, non solo con l’IMU ma anche con l’introduzione di una tassa sullo stazionamento e il rimessaggio delle grandi imbarcazioni (superiori a dieci metri di lunghezza), una tassa di possesso sugli aerei ed elicotteri privati, un superbollo aggiuntivo sulle auto con potenza superiore ai 170 cavalli.
Un piccolo intervento è stato effettuato con l’introduzione di prelievo una tantum aggiuntivo dell’1,5% sui fondi rimpatriati lo scorso anno con lo scudo fiscale (sui quali è stata già pagata una tassa del 5%).
A ciò si aggiunge la tassazione delle liquidazioni dei manager, la cui quota del Tfr che supera il milione di euro non sarà più sottoposta a tassazione separata, ma finirà nell’Irpef. E ci si pagherà un’imposta del 43%.
Evidenze: ci saremo aspettati un intervento più duro sui capitali scudati, alla fine sono pur sempre evasori!!!
Nulla è stato fatto sull’Irpef/Irpeg anche perché in Italia pressione fiscale è più alta rispetto a tutti i principali paesi europei, infatti il rapporto gettito fiscale/reddito prodotto è superiore al 43%. La scelta di chiedere un contributo alle persone fisiche è stata al contrario indirizzata soltanto verso un sostegno alla spesa sanitaria delle regioni. Gli enti territoriali potranno, infatti, aumentare le addizionali Irpef: l’aliquota potrà essere elevata dallo 0,9% all’1,23 per cento.
Evidenze: l’intervento ci sembra in linea per non costipare ulteriormente i redditi dichiarati e rappresentano ulteriori incassi per gli enti territoriali sempre a corto di denari.
È invece previsto l’aumento dell’imposta sul valore aggiunto: sarà del 2% (dal 21 al 23%) dal primo settembre 2012. Sarà a copertura della clausola di salvaguardia e da attuare “solo nel caso in cui sia necessario”.
Evidenze: speriamo che tale intervento non debba vedere la luce in quanto andrebbe a restringere il valore dei consumi di un’economia già in asfissia.
Confermato il nuovo limite di € 1000 per l’uso del denaro contante (La soglia è abbassata a 500 euro per i pagamenti effettuati da pubbliche amministrazioni per stipendi e prestazioni d’opera).Il decreto contiene anche nuove norme contro l’evasione fiscale. Non con interventi punitivi, ma con una serie di incentivi e agevolazioni per i professionisti e le piccole imprese che accettano la piena tracciabilità dei propri ricavi. E con l’esclusione categorica di ogni possibile condono.
Evidenze: forse si poteva porre un limite inferiore ma va nella giusta direzione.
Per correggere i conti scatta un aumento delle accise su benzina e gasolio, che saliranno di 8,2 e 11,2 centesimi di euro al litro. Nel solo 2011 è la quinta volta che si mette mano alle accise. Da aprile a oggi la sola accisa è cresciuta in tutto di 14 centesimi al litro per la benzina e 17 centesimi per il diesel. Compresa l`Iva il rincaro arriva a oltre 16 centesimi per la verde e 20 centesimi per il gasolio. Le somme così recuperate serviranno a rifinanziare il trasporto pubblico locale. Secondo quotidianoenergia.it, considerando anche l’effetto moltiplicatore dell’iva, “l’impatto sui prezzi al consumo sarà di quasi 10 centesimi per la verde e di 13,6 centesimi per il gasolio .Rialzi sono previsti anche per il gpl”.
Evidenze: ci aspettavamo un intervento simile ma sembra che quasi nulla sia cambiato rispetto ai governi precedenti.
Riduzione dei componenti delle varie Authority operanti in Italia, dalla Consob al Garante per la concorrenza ecc. ecc. E’prevista inoltre la soppressione dell’Agenzia per la sicurezza nucleare, dell’agenzia per il terzo settore, dell’agenzia per la diffusione delle tecnologie per l’innovazione, dell’ente nazionale per il microcredito e dell’autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza. Sono inoltre soppressi gli enti previdenziali Inpdap ed Enpals; le loro funzioni passeranno all’Inps.
Evidenze: in questo caso i risparmi sono minimi, ma diamo il tempo per una revisione per l’eliminazione o almeno riorganizzazioni di una serie di enti ridondanti.
Infine l’introduzione del bollo dello 0,1% su tutti gli strumenti finanziari, dalle polizze ai fondi comuni. Nel 2012 tutti coloro che hanno un investimento finanziario, dal conto titoli al fondo sino alle polizze (sono esenti i fondi pensione ed i fondi sanitari), pagheranno all’Erario l’uno per mille del valore di mercato del loro patrimonio. Un prelievo progressivo visto che dal 2103 salirà (stabilmente) all’1,5 per mille. Ma la novità introdotta consiste nel metodo del conteggio della consistenza del capitale, cioè si parte dal valore di mercato e, solo in mancanza di un prezzo, si ricorrerà al valore nominale o di rimborso.
Evidenze: l’intervento così strutturato manca di progressività ed impatta indiscriminatamente su tutti i contribuenti.
In conclusione, la manovra impatta sostanzialmente su tutti ceti, e visto l’incipit del governo Monti, il principio di equità non è stato rispettato.
Passiamo a vedere il “pacchetto sviluppo” del Governo. Si svilupperà su tre direttrici: competitività delle imprese, apertura del mercato e ammodernamento del sistema Paese. Il ministro Passera ha evidenziato le misure, mirate soprattutto ad accelerare la crescita dimensionale: “Abbiamo deciso un primo intervento fiscale per favorire chi mette capitale nell’azienda per crescere, consolidarsi e fare investimenti, attraverso una sigla che si chiama Ace: si premia fiscalmente il capitale che si mette nelle aziende…….Abbiamo deciso di defiscalizzare l’impatto dell’Irap su risultati delle imprese”. Con l’introduzione del meccanismo denominato Ace si interviene con un’azione di 1 miliardo di euro nel 2012, 1,5 nel 2013 e 3 nel 2014.
Per ciò che concerne l’accesso al credito, uno dei problemi più importanti per le imprese, Passera ha preannunciato un forte rafforzamento del Fondo di garanzia, con almeno 20 miliardi di credito a disposizione delle Pmi.
Diversi sono gli altri interventi in arrivo. Si parte dalla rinascita dell’Ice, l’Istituto per il commercio estero soppresso dal Governo Berlusconi l’estate scorsa, in quanto si è sottolineata la centralità del processo di internazionalizzazione per la crescita delle imprese, passando a misure volte ad incentivare l’efficienza energetica, la semplificazione.
Inoltre è stata annunciata la creazione di una autorità nei trasporti per accompagnare il processo di liberalizzazioni: il ministro ha messo in risalto l’importanza della concorrenza nel processo di ripresa dell’economia, annunciando «regole per aprire il mercato», a cominciare da settori come la farmaceutica.
Il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Piero Giarda, ha aggiunto che attraverso la deducibilità integrale dell’Irap-lavoro si punta a favorire le imprese che assumono lavoratori e lavoratrici per un importo di 1,5 miliardi nel 2012 e 2 miliardi nel 2013 e nel 2014.
Sono anche previsti interventi a favore di donne e giovani per un miliardo di euro per ciascuno degli anni del periodo considerato.
Infine, durante una riunione al CIPE, sono stati sbloccati una serie di investimenti che darebbero un altro po’ d’ossigeno al sistema Italia.
Non sembra tanto ma è molto più di quanto s’è visto negli ultimi anni e i mercati, UE e non solo, apprezzano.