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In esclusiva per “Questioni di Stile” intervista al “Re degli sposi” Carlo Pignatelli.
In esclusiva per “Questioni di stile”, vi proponiamo un’intervista al “Re degli Sposi” ovvero a colui che, da ben oltre 40 anni a questa parte e

Carlo Pignatelli
dopo anni di duro apprendistato, sacrifici e meticoloso lavoro, è diventato il Maestro assoluto di
eleganza e vero fashion-guru per tutte le coppie più

Alessia Mertz e Fabio Bazzani
glamour ed esigenti che decidono di sposarsi con un abito assolutamente indimenticabile.
Di chi stiamo parlando?
Certamente, lo avrete capito già da soli: dello stilista Carlo Pignatelli, un designer che, da decenni, esprime la sua arte attraverso l’essenza pura dell’alta sartorialità applicata al made-in-Italy nel campo cerimonia e che, oggi, proprio grazie a
queste sue mirabili doti, è diventato leader assoluto nel settore.

Simona Ventura con Stefano Bettarini
Vestire Carlo Pignatelli al proprio matrimonio infatti, equivale a suggellare con fascino e raffinatezza il giorno più bello della propria vita!

Eva Herzigova sfila per Carlo Pignatelli
Del resto, come egli stesso asserisce: “Per me la sartorialità è un’etica, uno strumento unico per la perfezione e del bello sul corpo.

Nina Moric indossa una creazione Carlo Pignatelli
La mia sfida è applicarla costantemente alla ricerca ed alla creatività, fondendo, in tal modo, la tradizione all’innovazione”. 

Eva Herzigova in Carlo Pignatelli
Ed infatti, basta guardare
solo uno dei suoi magnifici wedding-dresses per rendersi conto di quali meraviglie stiamo parlando: esemplari unici in cui tessuti pregiati, raffinatezza di dettagli, cuciture perfette, tagli innovativi e massima creatività sono
solo alcuni delle basi fondanti con cui vengono costruiti i suoi capolavori.
Vere e proprie opere d’arte, assolutamente stylish, fashionable e voguish, nate dalla fusione tra estro, fantasia ed eccelsa lungimiranza visionaria, appartenenti a diverse collezioni che vengono continuamente aggiornate così da poter esser sempre di tendenza nonché precursori di nuove mode.

Flavio Montrucchio ed Alessia Mancini

Carlo Pignatelli con Marcello Mastroianni
Non a caso, dietro ogni singola meraviglia firmata Carlo Pignatelli, che sia nascosta sotto

Jerry Calà e Bettina Castioni
strati e strati di tulle, di georgette, di organza o di chiffon o sotto le perfette cuciture di un tight o
di un più classico smoking, alla fine, ad emergere e ad intravedersi sono sempre lo sconfinato amore e l’inusitata passione che il Maestro infonde per il suo mestiere! Solo così, nascono questi abiti davvero particolarissimi ed indiscutibilmente chic! 

Il calciatore Antonio Cabrini insieme a Carlo Pignatelli
E, forse, è proprio questa la chiave di volta che fa aprire lo scrigno segreto del mondo Carlo Pignatelli: un tesoro unico e prezioso che oggi lo ha fatto diventare uno dei più grandi imprenditori internazionali.

15 nov 2011: Reggia di Venaria. Gran Ballo Vienna sul Lago

Carlo Pignatelli con i giocatori Cannavaro, Del Piero, Ferrara, Zambrotta e Chiellini.
Inoltre, è proprio lo stilista in persona che, coadiuvato dall’apporto di un validissimo staff, progetta tutte le collezioni la cui prototipia è realizzata

1998: Carlo Pignatelli disegna le divise ufficiali della squadra Nazionale di Clacio Italiana.
integralmente dalla sartoria, sempre pronta ad eseguire gli ordini ed i capricci della sempre più vasta clientela di vip, di

Renato Zero nel giorno del matrimonio di suo figlio.
divi e divine del cinema, dello sport, della musica e dello star-system internazionale che amano ed adorano lo stile di Carlo Pignatelli.
Proprio a Torino, sede dell’azienda madre, il ciclo produttivo è stato razionalizzato, partendo proprio da queste basi e trasportando sull’impostazione artigianale le più sofisticate ed avanzate tecniche industriali; in pratica, un abito Carlo Pignatelli unisce e coniuga dentro di sé sia la tradizione che l’innovazione: un encomiabile valore aggiunto che contribuisce, non poco, a rendere ancora più speciali le sue collezioni.
Per capire meglio e scoprire l’anima ed il segreto del gran successo dei suoi abiti, vediamo insieme cosa ci ha detto il celebre stilista:

Gigi Buffon e Alena Seredova
1.Egregio Maestro, Lei è uno dei più grandi ed affermati fashion-designer di successo del made-in-Italy a cui va certamente riconosciuto il merito di essere tra i pochi stilisti che, dopo aver fatto la famosa “gavetta”, ha poi avuto la grandissima soddisfazione di potersi forgiare, con lodi ed orgoglio, dell’appellativo di “self-made man”.
Un’enorme gratificazione professionale ed anche un valido esempio per tanti giovani che, magari, in questo periodo di profonda crisi economica e valoriale si sentono un po’ scoraggiati dal voler e poter intraprenderela Sua stessa attività. Cosa ne pensa?
Si, effettivamente prima di arrivare alla mia posizione attuale ho lavorato tanto e fatto tanta gavetta.
Sono d’accordo circa il periodo di crisi del nostro paese e del mondo intero, alle non motivazioni ecc… però, nella mia azienda, ci sono tante ragazze e ragazzi bravi e volenterosi che amano il loro lavoro di sarto e lo svolgono benissimo.
Sono contento che ci siano tantissimi giovani, ancor oggi, appassionati a questo mestiere che, pian piano, va scomparendo e loro son contenti di aver come maestro un sarto come me.
2. A cosa si ispira per la creazione di uno dei Suoi meravigliosi abiti da sposa che sono delle vere e proprie opere d’arte?

Sebastiano Somma e Morgana Forcella
L’ispirazione per le mie collezioni scaturisce dai viaggi, dalla musica, dai film. Quando disegno la collezione da sposa, non riesco mai a finirla in un determinato periodo, perché, fino a quando non ho il giusto stimolo per un determinato capo, non metto un punto alla stessa.
Spesso capita di modificare dei capi anche in backstage prima di andare in passerella. Basta anche solo un velo, una spallina e l’emozione che sprigiona l’abito cambia.

Carlo Pignatelli con il cantante Al Bano
3. Nella Sua lunga e pregiatissima carriera, Lei ha anche lavorato al fianco di diverse star internazionali appartenenti al mondo della musica, del cinema e dello spettacolo e, soprattutto, dello sport.
Ricordiamo, ad esempio, che Lei ha vestito diverse squadre di calcio: la Juventus, la Nazionale Italiana di Calcio, l’Olympic Marsiglia, il Torino ecc…
Inoltre, ha anche ideato gli abiti per il giorno del “sì” per tante coppie-vip (Andrea Agnelli con Emma Winter; Simona Ventura con Stefano Bettarini; Gianluca Zambrotta con Valentina Liguori; Jerry Calà e Bettina Castioni; Renato Zero nel giorno del matrimonio di suo figlio; Flavio Montrucchio ed Alessia Mancini; Werner Petathoner ed Isolde Kostner; Fabio Bazzani ed Alessia Merz, ne sono solo alcune).
Il “bel mondo” si affida a Lei per essere assolutamente impeccabili nel giorno più importante della propria vita. Una bella soddisfazione, vero?
Assolutamente bella, si. Non ultimi, lo scorso anno abbiamo vestito l’attaccante del Chelsea Didier Drogba e moglie, così come il numero uno al mondo Gigi Buffon. Quest’anno stiamo preparando i capi per un ex campione, Totò Schillaci e la sua compagna.
Questi alcuni dei tanti.

Stagione 2004-2005: Carlo Pignatelli disegna le divise ufficiali della squadra di calcio Juventus Football Club
Devo confessare che sono effettivamente felice, quando qualsiasi coppia sceglie i capi Carlo Pignatelli perché, in qualche modo, mi sento tirato in causa in un momento bello della vita della gente; quando questo capita con personaggi famosi c’è sicuramente più ridondanza, ma non meno passione e sentimento nel creare i loro capi e nel condividere questo momento: prove, ragionamenti, scelte e così via.
4. Lei è nato a Sud, nello specifico, a Latiano, in provincia di Brindisi da dove è poi partito, alla volta di Torino, per creare una splendida e florida realtà imprenditoriale incentrata sui capi da cerimonia che, per prestigio e per importanza, è unica in Italia.
Secondo Lei, su cosa dovrebbero maggiormente puntare le imprese del meridione per poter superare questi tempi di profonda crisi economica ed espandersi sul mercato internazionale?

Mi permetterei di citare meridione e settentrione, il punto secondo me è il seguente: ognuno, ogni azienda deve tirar fuori il meglio di sè, mettendo un po’ da parte gli aspetti economici e avvalendosi di più degli aspetti artistici/creativi (punto di forza del made in Italy); così facendo non ci facciamo influenzare dall’andamento claudicante dell’economia mondiale, ma creiamo prodotti sempre innovativi e propositivi.

Carlo Pignatelli, Sergio Valente, Valeria Marini e la bellissima diva americana Sharon Stone.
Spesso, rientrare in un parametro economico, vincola la creatività e questo appiattisce l’estro dei professionisti, portando poi a una contrazione del mercato perchè saturo di prodotti troppo simili e qualitativamente più scarsi.

Il cantante Gigi D'Alessio con Carlo Pignatelli
5. Glielo chiedo con sincerità: secondo Lei, sono più belli i matrimoni che si festeggiano al Sud (vissuti dalle famiglie come dei veri e propri eventi) o quelli del Nord (meno eccessivi e più formali)?
Accade secondo me una cosa buffa, ovvero che ormai al nord ci sono tanti ragazzi, persone che provengono dal sud e questo non fa altro che mescolare usi e costumi.

Carlo Pignatelli con Umberto Agnelli
Certo se consideriamo Campania e Sicilia i matrimoni sono più folcloristici, colorati e vivaci, man mano che saliamo di regione questo accade un po’ meno. Un parametro importante, da non sottovalutare, è la disponibilità economica degli sposi o delle rispettive famiglie, perché quando al nord si organizzano matrimoni di un certo calibro (altro che Campania e Sicilia!).
Si va dai castelli in collina alle super-ville vista lago con tanto di buffet e piatti d’argento in giardini all’italiana per poi arrivare a danzare sino a notte fonda.
Il matrimonio poi è una festa di unione tra due persone che si amano ed è giusto che si festeggi, perché oggi giorno i momenti per festeggiare stanno diventando sempre meno.
6. Diverse e numerose sono le collezioni di abbigliamento ed accessori che ogni anni escono dalla Sua grande maison e dal Suo estro creativo: le collezioni per Uomo (Cerimonia, Classico, Outside, Underwear, Scarpe ed accessori); quelle per la Donna (Opere, Florinda Sposa, Cerimonia, Prèt-à-Porter, Jolie, Scarpe ed Accessori); la linea Junior; la linea Gioielli; l’Home Collection ecc…
Lei stesso asserisce: “In tutte le mie collezioni troverete parte della mia formazione, l’arte sartoriale, la ricerca della qualità e dell’innovazione, principi cardini del nostro Made-in-Italy”. Ma a Lei, cosa Le piace disegnare di più e perché?
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Carlo Pignatelli con Flavio Briatore, Elisabetta Gregoraci e Sergio Ramos

È ovvio che quando la matita tocca il foglio, che diventerà la carta d’identità della creazione futura di un capo da cerimonia uomo, c’è un’emozione più passionale. È il riferimento dello stile Carlo Pignatelli. La collezione cerimonia uomo diventa poi l’ispirazione per tutte le altre collezioni; suggerisce sfumature sartoriali e dettagli ricercati da spalmare sulle altre collezioni.
Mi diverto anche a disegnare la collezione da sposa Fiorinda, pensando che ogni singolo capo possa ben abbinarsi a uno dei capi da uomo, cercando di interpretare i gusti delle spose.
- 7. Qual è la soddisfazione più bella della Sua carriera?

Valeria Marini indossa un abito Carlo Pignatelli
Non sono mai stato un ambizioso, perciò tutto quello che svolgo oggi e le soddisfazioni arrivate, ci sono per via dell’impegno che ci metto ogni mattina quando mi reco in ufficio; forse questo mi fa pensare che la soddisfazione più bella delle mia carriera sia lo svolgere, ancora e da sempre, il mio lavoro con serenità, accerchiato da collaboratori altrettanto sereni che permettono all’azienda di andare avanti senza attriti e con la massima professionalità. 
8. A Lei va certamente tributato il merito di aver compiuto una vera e propria “rivoluzione” nel settore cerimonia e sposi: ha ridisegnato forme, volumi e design in un comparto che, prima della Sua venuta, era fin troppo legato e relegato alla tradizione. Da cosa è partito per compiere questo e vero e proprio “stravolgimento” e perché l’ha fatto?
Sono contento e lusingato che mi si affianchi il termine “rivoluzione” per la cerimonia. Sono dell’idea che tutti nel mondo abbiamo uno scopo, nasciamo per portare qualcosa di nuovo, qualcosa che magari non c’è. A me è toccato questo, ossia il ruolo di far evolvere l’abito da cerimonia uomo; svecchiarlo, renderlo più vivace. Abbiamo parlato di festa, prima; la sposa partecipa alla stessa con abito sfarzoso e imponente, perché lo sposo non può avvalersi dello stesso pensiero; così ho voluto rivisitare, in chiave contemporanea, lo stile dello sposo, con nuovi tagli, colori più attinenti, più ricercati, così da elevare l’immagine dello sposo al livello della sposa. Il tutto scaturì dall’emozione che vissi alla fine della mia prima sfilata, quando l’uscita finale era composta da due sposi e lessi nello sguardo della gente stupore e ammirazione per la coppia in passerella.

Fabrizio Ravanelli con indosso la maglia della Juventus disegnata da Carlo Pignatelli.
9. Infatti Carlo Pignatelli è stato anche il primo stilista ad essere artefice assoluto del cosiddetto: “miracolo” nell’abbigliamento maschile. Infatti, ricordiamo a tutti che con una Sua storica sfilata, tenutasi in quel di Torino nel 1980, mandò in passerella la Sua prima collezione Uomo, confezionata artigianalmente, ove lanciò uno sposo un po’ insolito, adoperando linee, tessuti e colori inediti. In pratica, per la prima volta nella storia della moda, nacque l’Alta Moda maschile, rendendo, in questa maniera, anche l’uomo protagonista di una cerimonia che, fino ad allora, vedeva la sua attenzione incentrata maggiormente sulla sola donna. Proprio da quel momento, iniziò il Suo successo ed oggi, Lei è una vera e propria autorità in questo campo: vestire Carlo Pigantelli è un must per ogni matrimonio “in” e glamour che si rispetti! Quanto La gratifica questa bella realtà?
Come rispondevo prima, sono contento di condividere con gli sposi, attraverso i miei capi, questo giorno indimenticabile pieno d’amore. Ogni volta che disegno un capo ritorna in me l’emozione provata in quella sfilata dell’80 che fu precorritrice di un’epoca.
10. A cosa devono badare gli sposi nel giorno più bello della loro vita? Diamo un Suo prezioso consiglio!
Ci sono tanti aspetti da tenere sotto controllo. Il fine del matrimonio, come abbiamo detto, è l’unione di due persone che si amano e condividono con gli invitati, tramite la festa, questo giorno indimenticabile, perciò è cosa buona e giusta secondo me, coinvolgerli/salutarli tutti, rendendoli protagonisti al ricevimento assieme a genitori e amici intimi.

Signori e signore, ecco a voi servita la ricetta
perfetta della nuovissima it-bag di stagione: la Lady Dior Primavera-Estate 2012.
Il modello, di cui argomenteremo, è il “tweed patchwork”, al primo posto in classifica per la nostra rubrica: “L’accessorio fashion della settimana”.


Ovviamente, non poteva mancare il mitico ciondolo-gioiello con le lettere D.I.O.R. che, questa volta, sono metalliche ed in color oro pallido.
Ricordiamo che, possedere nel proprio armadio questa mitica borsetta, nata anni fa come tributo all’indimenticabile Lady Diana (che amava ed adorava questo modello) e che oggi è sfoggiata da tutte le it-girls della Terra (diverse quelle possedute, in varie versioni, dall’ereditiera Paris Hilton), equivale ad acquistare un pezzo-icona della maison Dior, destinato a diventare (negli anni futuri) un pregiato vintage di qualità.
suo armadio, almeno uno tra gli ultimi capi della collezione firmata Gucci, Primavera-Estate 2012.
Abiti che traggono l’ispirazione non solo dall’Art-Decò,
ma anche dalle opere di celebri artisti
(da Man Ray a Nancy Canard fino a Louise Brooks) e dall’architettura di William Van Alen (suo il famosissimo Chrysler Building di New York).
Il tutto mixato con una graphic-allure di linee orizzontali e verticali, tagli netti e decisi, colori puliti e cromie contemporanee;
in pratica, più che ad una sfilata di moda, sembra di assistere ad un vernissage di opere d’arte! 
Infatti, l’ultimo defilè della celebre maison fiorentina, non è stata una semplice siflata di abiti, borse, monili ed accessori, ma una vera e propria esposizione di capolavori, degni di essere visionati in un museo di design! 
Non a caso (e su questo punto ne sono convinti tutti i massimi studiosi di Storia della Moda), questa collezione rimarrà negli annali e sarà studiata mille e mille volte dalle future generazioni di stilisti.
Analizziamola insieme: partiamo subito col dire che ci troviamo dinanzi ad una lunga serie di
capi davvero molto
preziosi, ove ogni singolo dettaglio, tessuto, perlina, ricamo, cucitura,
impuntura e quant’altro è
stato oggetto di approfondite ricerche nell’archivio storico della maison, prima di essere stato ideato dal direttore creativo di Gucci, Frida Giannini. 
Infatti, proprio dall’unione del suo estro creativo e dai materiali di primissima qualità elaborati con sapienti ed innovative tecniche sartoriali, sono nati questi mirabilissimi headpieces da mille e una notte!

Il risultato è quello di aver generato una vera e propria glam-parade di vestiti dalle sovrapposizioni neo-design, interamente tempestati da milioni e milioni di micorpaillettes, swarovski, strass, perline, frange metalliche e cristalli, cuciti su tulle, georgette, sete e chiffon che creano uno spettacolare effetto tridimensionale ed emananti uno straordinario effetto sparkling.
A far parte
di questo inimitabile defilè, portato in scena da sensuali modelle dal misterioso sguardo smokey-eyes e dall’incedere fiero e sicuro, troviamo: mini-dresses gioiello; trousers a vita alta; ampie bluse e camicie; tailleur con lunghi pantaloni dal taglio mannish; strizzatissime giacche dal taglio sporty-chic; robes de soirèe stile charleston…
Sofisticata la palette di colori utilizzata: bianco, nero, orange, verde smeraldo e tanto, tanto oro!
Anche per quanto concerne gli
accessori, il trend non poteva essere da meno; dettagli e forme extraordinarily strong&modern per: sandali con catene intorno alla caviglia in coccodrillo e vernice, pochette e micro-bags in pitone, leziosi boa di piume, bracciali ed anelli con teste di tigre.
Insomma: un look che è un vero e proprio inno alla femminilità sexy, forte, seducente ed assolutamente raffinata. 
Lo stesso mood che si ritrova anche nella campagna pubblicitaria della maison girata a New York e firmata Mert&Marcus, che ha come protagoniste le due
splendide top: Karmen Pedaru, Abbey Lee ed il modello Greg Nawrat (visionabile sul sito internet Gucci).
Ovviamente anche gli scatti ed il cortometraggio non potevano essere da meno in quanto a classe ed eleganza: guardare per credere!























































































































































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