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| Descrizione: Docente di Storia della Filosofia Contemporanea - UniSOB |
Il mercato degli imbroglioni
La scoperta dell’acqua calda e dell’ombrello sono sempre attuali e, malauguratamente, assiccurano ai loro
“scopritori” nuovo e remunerato successo. Così si riscopre oggi che il Sud è meno povero di quanto si pensi e
che per certi aspetti cresce più del Nord, per la propensione della sua popolazione a pagare meno tasse ….e,
aggiungerei. per il lavoro nero.
Da qui discenderebbe una sorta di rapina costante del Sud nei confronti del Nord. Questa ovvia costatazione si è
accompagnata da stati d’animo, figli del nostro tempo corrotto e drogato dall’odio. Molti meridionali si sono
inorgogliti: “Vedete, non siamo mica così malandati, cresciamo e imbrogliamo più di voi cari nordisti”.
Va da sè che la questione è come crescere senza evadere le tasse nella consapevolezza che un vero progresso,
economico e civile, si ottiene solo nei confini della correttezza della competizione economica giacchè il
mercato dei liberali prevede regole e principii è non è il mercato degli imbroglioni. D’altro canto al Nord
quando si scopre che la malavita organizzata si è diffusa oltre il Volturno, si offendono e si rizzelano, invece
di chiedersi come fermare l’invasione “sudista”. Stati d’animo, il primo e il secondo, generati da quella
tragica contrapposizione Nord-Sud che ha fatto la fortuna politica della Lega e dei suoi oggettivi alleati al
Sud e sta minando la nostra democrazia e la nostra stessa convivenza civile.
La verità è che i governi italiani degli ultimi tempi non sono riusciti a immaginare un nuovo tipo di intervento
politico in grado di assicurare, al Nord come al Sud, una maggiore libertà in economia (compreso una tassazione
meno asfissiante e burocratica) affiancata da una riforma moderna dello stato sociale. Per carità, impresa
difficile ma che in Italia non si è nemmeno tentata. La propensione a non pagare le tasse e ad usufruire dei
vincoli famigliari come ammortizzatori sociali è la via meridionale, secolare, per mantenersi ai limiti della
modernità, sul confine della civiltà.

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