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| Descrizione: Biologo nutizionista, saggista |
Etica & Dietetica Bio-Sofica
Ipertensione e impotenza appresa: gli esseri umani come topi da laboratorio?
H. Laborit ha dimostrato come, in esperimenti di evitamento passivo, topi a cui vengono somministrati alcuni
minuti di scosse elettriche al giorno per una settimana, precedute da stimoli sonori o visivi, se non hanno via
di fuga manifestano comportamento di inibizione motoria e ipertensione costante che permane anche a distanza di
1 mese dallo stress subìto. Tale risposta organica negativa non si ha se viene concessa all’animale una via di
fuga o se i topi maltrattati con l’elettricità sono 2 nello stesso ambiente senza possibilità di scampo: essi si
sfogheranno aggressivamente l’uno sull’altro.
Per i topi, ma a quanto pare anche per gli umani, lo stress generato dal contesto esistenziale pilotato
“dall’esterno” può essere ridotto solo aggredendo i propri simili che, tra l’altro, non solo non hanno alcuna
colpa e stanno soffrendo a loro volta, ma tenderanno a riservare lo stesso trattamento violento, in un
parossistico crescendo di spreco energetico vòlto solo a lenire la sofferenza, ma non a risolvere alla radice il
problema.
Importante è sottolineare che l’inibizione motoria e l’ipertensione cronica non si producono se all’animale,
mediante elettro-shock, viene inibita la memoria a lungo termine: ciò fa pensare che l’impotenza ad agire si
apprende, cioè si produce dal ricordo dell’impossibilità di trovare una risoluzione, e che attraverso tale
memoria subentrano i disagi organici che si traducono in patologie psicosomatiche.
Diete iperproteiche: Atkins e Dukan “criminali” perseguibili
Vengono definite così quelle impostazioni nutrizionali che prevedono la notevole riduzione, fino
all’eliminazione, dei carboidrati. Dato che in queste diete è ammessa qualsiasi fonte di proteine e di grassi
animali, bisognerebbe aggiungere “iperlipidiche” alla definizione iperproteiche.
Il più delle volte a questo tipo di impostazione alimentare vengono associate pillole o altre composizioni
contenenti sostanze anoressanti, cioè che deprimono i centri nervosi della fame, lassative, che sfruttano anche
la gran quantità di grassi ingeriti per favorire frequenti evacuazioni intestinali, e stimolanti del
metabolismo, cioè sostanze ormonal-simili che tendono in modo posticcio a tenere un catabolismo elevato.
Sostanze del genere, spesso prescritte da medici, sono la chiara dimostrazione di come in molta dietologia non
vi sia alcuna traccia di scienza né di deontologia. Mascherare la fame, un segnale che, se ben interpretato, è
determinante per la nostra fisiologia, o costringere a trascorrere buone parti delle giornate su un water, o
indurre un maggiore consumo energetico quando l’apporto nutritivo manca proprio dell’elemento fondamentale
affinché ciò accada naturalmente, i carboidrati, non rappresenta certamente il meglio dell’educazione
alimentare.
Queste diete possono comportare rischi sulla salute di tutti gli apparati dell’organismo, dal motorio al
cardio-cerebro-vascolare, dal nervoso all’immunitario, dall’endocrino al digerente.
La società statunitense è paradigmatica sotto questo aspetto: la demonizzazione dei carboidrati suggellata nella
devastante dieta iperproteica e iperlipidica “Atkins”, così chiamata dal nome del cardiologo che l’ha messa a
punto, ha causato una proliferazione di casi di obesità, di patologie cardio-cerebro-vascolari,
gastro-enteriche, muscolo-scheletriche e tumorali che le “pie” case farmaceutiche corrono amorevolmente a
soccorrere e lenire insieme alla chirurgia esasperata.
Ora anche il francese Dukan si reinventa un analogo metodo sfascia-ciccioni.
La biochimica del processo respiratorio indica, però, inoppugnabilmente che in assenza di carboidrati si
consuma molta sostanza proteica. Paradossalmente, nonostante la notevole quantità di proteine, avviene
un’erosione delle massa cellulare magra e una conseguente tossicità da ioni ammonio (prodotto di scarto della
combustione proteica) e da chetoni (acetone, da combustione parziale dei grassi). In più, l’apporto illimitato
di grassi mette a dura prova l’intero apparato digerente, potendo causare seri squilibri fisiologici.
La riduzione di massa magra limita anche la disponibilità generale di acqua, che rappresenta il 70% circa della
massa magra: questa carenza può farsi sentire in fasi metabolicamente critiche, considerando che la maggior
parte delle reazioni biochimiche avviene in mezzo acquoso; pure per questo i dietologi che propinano diete
iperproteiche consigliano di bere tanto.
Si rivela inammissibile che a consigliare questo tipo di comportamento siano dei medici con tanto di iscrizione
all’Ordine Professionale! Quale senso può avere allora la campagna del ministero della salute che invita le
persone a non seguire “diete fai da te” o suggerite dalle riviste, ma a farsi consigliare e seguire da un
medico?
La liposuzione: lo zenit della scissione dal Sé
Chi, pur seguendo vari regimi dietetici e sportivi, non ha il piacere di vedersi nella forma desiderata, per la
resistenza di accumuli di grasso localizzati, perde fiducia sia nel fatto che possa esistere un’alimentazione
adeguata, sia nelle capacità di risposta positiva da parte del proprio organismo: può sorgere, così, la malsana
e balzana idea di sottoporsi a liposuzione. Questo tipo di intervento modella momentaneamente il corpo, ma, per
ben che vada senza effetti collaterali, non pone certo le basi per una nutrizione adeguata. Se persisteranno gli
errori tecnici alimentari e le tensioni emotive che hanno prodotto quella condizione, si formeranno altri
accumuli e inestetismi in regioni corporee diverse da quelle operate, in quanto la rimozione, in determinati
punti, delle cellule deputate a inglobare grasso, gli adipociti, impedirà un normale accumulo di grasso, il
quale tenderà a depositarsi in altri adipociti solitamente poco “utilizzati”. Inoltre, i grassi, non trovando
sufficienti “aree di sosta”, potrebbero parcheggiarsi in zone “vietate”, come, ad esempio, intorno agli organi,
oppure, peggio ancora, continuare a circolare nel flusso ematico. Se si giunge a scelte del genere così
radicali, significa che l’informazione è veramente caotica e improduttiva, ma anche che il corpo, per tanti, non
è più la propria essenza, ma carne da tritare. Una nutrizione idonea può rimettere in forma tonica qualsiasi
persona! È solo questione di uno studio vero e di tempi individuali da non barattare con le “sirene” della
chirurgia estetica.
Vi stanno prendendo per i fondelli dopo avervi programmato sulla incapacità critica e su una beata idiozia
www.nutrirsi.net – Nel libro DIETA
BIO-SOFICA viene dimostrato in modo comprensibile per tutti che cosa è L’EROSIONE CELLULARE, il terribile
fenomeno di entropia, di caos fisiologico, di cui nessun sanitario od operatore giornalistico vi parlerà mai, ma
che è l’UNICA CAUSA dei vostri disagi patologici fisici e\o nervosi, e che, con la conoscenza di semplici
pricipii, potrete evitare per voi e per i vostri cari.
Principii di nutrizione e conseguenze dell’ignoranza
Se la nutrizione nella mattinata è scarsa in carboidrati e\o in proteine, ma influiscono anche minerali e
vitamine, soprattutto le idrosolubili, le cellule, per ricavare energia, potranno servirsi solo minimamente del
grasso e dovranno ripiegare sul bruciare aminoacidi, cioè le proteine, che, se non sono sufficientemente e
qualitativamente disponibili mediante l’apporto di cibo nella mattinata stessa, non solo non saranno pienamente
fruibili per rinnovare la massa cellulare o per attivare le varie funzioni, ma, in seguito a tale deficit,
verranno prelevate, per produrre energia, direttamente dalla massa magra corporea, nell’auto-cannibalismo di
muscoli, ossa, cute e organi interni, che predisporrà a debilitazioni e patologie, potendo, inoltre, essere
causa di incrementi di acido urico dovuti a eccessivo smantellamento di cellule logore; si risparmierà, o si
utilizzerà ben poco, invece, producendo chetoni, la riserva di grasso, che tenderà a restare, paradossalmente,
più o meno sempre allo stesso livello, se non addirittura maggiore, in quanto verrà continuamente rimpinguata da
distorti meccanismi preventivi e compensativi.
giovanni.moscarella@tin.it
http://www.nutrirsi.net
Bisogna diventare ciò che si è
Per l’umano, sia sotto l’aspetto delle capacità cellulari, sia per ciò che concerne l’essenza psichica, è come
se vi fosse un insieme di potenzialità intrinseche genetiche che, se non del tutto realizzate, comporta
alterazione della composizione corporea, portando deformazione estetica, con accumulo di grasso, erosione
cellulare e riduzione dei tessuti funzionali, inducendo malattie, nonché scarsa lucidità mentale e inconscia
tendenza agli incidenti. Gli accumuli di grasso corporeo, così come le patologie e la morte prematura, derivano
dalla inadeguatezza del rinnovamento e delle efficienze cellulari causata da un’alimentazione insufficiente in
nutrienti essenziali nelle ore di luce, ovvero quando il metabolismo “primitivo” è potenzialmente più attivo,
nonché da distorsioni neuro-ormonali dovute a emozioni innaturali.
Nutrire l’anima
contrastare la fame è come pensare ancora che la Terra sia piatta.
comprensibili.
ovviando al logorio degli organi.
parte della giornata.
mangiare poco, ed è qui il grande bluff, anche perché si considera la nutrizione un fattore incisivo solo per
prevenire le malattie e non pure per curarle. Ed ecco la pericolosa ignoranza sulle inimmaginabili capacità di
recupero dell’organismo.
provocano carenza proteica strutturale e di sostanze attive e, pertanto, erosione cellulare dei tessuti magri, i
quali comprendono, oltre a cute, muscolatura e ossatura, anche i determinanti organi interni.
nutrendosi di cibo e di emozioni naturali, aumentano sia il grasso corporeo sia la probabilità di soffrire o di
morire per malattia o incidenti.
di forma, rendimento, personalità, salute e longevità.
Continuare ad avere riferimenti quali le calorie contenute nei cibi, il peso corporeo e la volontà di
contrastare la fame è come pensare ancora che la Terra sia piatta. Da assunti assurdi non possono che derivarne
dannosi deliri.La scienza dell’alimentazione è deviante e caotica. Le realtà sono ben altre e semplicemente
comprensibili.Il corpo non è una “caldaia”, ma una entità che deve auto-rinnovare le proprie popolazioni
cellulari, ovviando al logorio degli organi. L’eccedenza di grasso è la conseguenza di nutrizione incompleta,
scarsa e poco qualitativa nella prima parte della giornata.È vero che la Medicina dà molta importanza alla sana
alimentazione, ma per essa “sana” vuol significare mangiare poco, ed è qui il grande bluff, anche perché si
considera la nutrizione un fattore incisivo solo per prevenire le malattie e non pure per curarle. Ed ecco la
pericolosa ignoranza sulle inimmaginabili capacità di recupero dell’organismo.Le patologie non esistono come
“istituzione”, esse sono la conseguenza di deficit nutritivi ed emotivi che provocano carenza proteica
strutturale e di sostanze attive e, pertanto, erosione cellulare dei tessuti magri, i quali comprendono, oltre a
cute, muscolatura e ossatura, anche i determinanti organi interni. Se gli individui non divengono tutto ciò che
potenzialmente sono in grado di essere, ben congruamente nutrendosi di cibo e di emozioni naturali, aumentano
sia il grasso corporeo sia la probabilità di soffrire o di morire per malattia o incidenti. Solo esaltando le
capacità della massa magra dell’organismo si possono esprimere al meglio le potenzialità di forma, rendimento,
personalità, salute e longevità.

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