Andrea Illy, Presidente Illy Caffè

Andrea Illy, presidente della Illy Caffè, famosa azienda di caffè triestina, è diventato il presidente della Fondazione Altagamma. Si tratta di un traguardo davvero importante per un imprenditore italiano.

Andrea Illy, presidente della Illy Caffè, famosa azienda di caffè triestina, è diventato il presidente della Fondazione Altagamma. Si tratta di un traguardo davvero importante per un imprenditore italiano.

La Fondazione Altagamma un'organizzazione in grado di riunire tutte le eccellenze nel campo dell'impresa italiana. A far parte di tale fondazione sono i big della moda, del settore automotive, alimentari e chiunque si distingua per vision e capacità lavorative.

Di recente, la Fondazione ospita anche i colossi dell’ecommerce come Yoox.com. La carica di presidente ad oggi, è affidata ad Andrea Illy. Ma cerchiamo di conoscere un po' di più la sua figura.

Il signor Illy è uno degli imprenditori italiani più in vista negli ultimi anni. Nasce a Trieste nel 64, completa i suoi studi in Svizzera e consegue successivamente una laurea in chimica presso l’università della sua città, Trieste. La sua formazione, però, non si ferma. Infatti consegue anche due master che gli permetteranno di entrare a pieno titolo in azienda. Questo grande passo viene compiuto nel 1990.

Andrea inizia il suo percorso nella Illy come semplice supervisore della qualità. Ispirato dai suoi viaggi all’estero e dall’esperienza maturata precedentemente in Giappone, sviluppa una visione differente protesa verso l’aumento della qualità del prodotto Illy. Il progetto si chiama Total Quality e si concentra verso ogni singolo processo aziendale, analizzando le criticità. Tali controlli gli permettono di studiare sempre nuovi metodi in grado di garantire qualità al consumatore di caffè.

Nel 2004 Andrea Illy viene nominato Amministratore Delegato della società Illy. Dal 2005, invece, ricopre l’incarico di presidente ed è tutt'ora in carica.

Illy Caffè, l'azienda di famiglia

La storia di Illy Caffè è un racconto di grandi uomini dotati di estrema lungimiranza e voglia di fare. La passione negli anni, è stata trasmessa da padre in figlio per i risultati che al giorno d'oggi sono sotto gli occhi di tutti.

L’azienda nasce dalla visione di Francesco Illy, nonno di Andrea. L’ungherese si stabilisce subito dopo la fine della Prima Guerra Mondiale, a Trieste. La sua formazione è rigida, completa gli studi a Timisoara e inizia la sua esperienza lavorativa a Vienna fino al suo trasferimento.

Dotato di grande estro creativo e con una visione completamente cosmopolita, inizia a maturare l'idea di un'impresa che tratti caffè e cacao. Inizia il tutto lavorando con il materiale che approda a Trieste. Nel frattempo sposa una donna triestina e acquisisce la cittadinanza italiana.

L’azienda Illy Caffè nasce nel 1933 e nel 1935 sviluppa un prototipo della macchina per l’espresso chiamata Illetta. Questa nel suo genere è davvero rivoluzionaria. Utilizza, infatti, il metodo della pressurizzazione. Si tratta di un modo utile a preservare le migliori qualità del caffè. Ciò gli permette di pensare anche a delle prime esportazioni di prodotti. Ben presto, negli anni quaranta, il caffè Illy è possibile degustarlo in Olanda e Svezia.

Il figlio Ernesto intanto prosegue la sua formazione come chimico, come Andrea entra in Illy dopo aver completato i suoi studi. Alla fine degli anni quaranta inizia una nuova sfida per la Illy Caffè. Il percorso è volto a ricercare metodi scientifici innovativi in grado di aumentare la qualità del prodotto. Ernesto, quindi, vede la necessitò di avviare un primo laboratorio chimico all'interno all’azienda.

Durante gli anni cinquanta Illy diventa un prodotto di largo consumo. Entra nelle cucine degli italiani con dei barattoli dallo stile inconfondibile. Da quel momento il caffè Illy non è più uscito dal cuore degli italiani.

Dagli anni settanta, la Illy produce anche cialde di caffè, utili per il consumo diretto in casa o in ufficio. Alla fine del 1988 Ernesto deposita un brevetto che distingue la selezione dei chicchi di caffè. Si tratta di un selezionatore digitale in grado di riconoscere e scegliere solo i migliori chicchi di caffè.

Con questo tipo di esempio, Andrea Illy ha messo a servizio del caffè Illy tutta la sua competenza. Ad oggi, infatti, i risultati si vedono e i fatturati sono sempre in grande crescita.

Il tutto si concentra ad oggi, anche su una grande operazione di marketing e comunicazione della Illy Caffè. Infatti sono famose in tutto il mondo le campagne Illy che contraddistinguono il prodotto come piacevole e di alta qualità. Grazie al lavoro di Andrea cresce anche il comparto produttivo. Questo si specializza nella produzione di maggiore quantità di caffè in grado di soddisfare una domanda dei consumatori sempre in aumento.

Ad oggi, Illy è una stakeholder company. I suoi principi sono basati sul sostegno di clienti, consumatori e collettività. Si tratta di una scelta che porta in alto ancora i valori originari dell'azienda e del suo fondatore.

La filosofia di Illy

Per Illy, come abbiamo già visto, è importante il parere ma soprattutto il sostegno del consumatore di caffè e della rete di clienti. Tutto questo serve ad accorciare le distanze tra domanda e offerta. Il valore che si vuole condividere è quello di creare prodotti sempre più identitari da condividere con la collettività, cercando sempre di ingenerare interesse nell'utente finale.

La Illy ad oggi non è quotata in borsa. Si tratta di una posizione forte della famiglia Illy. La motivazione è da ricercare nella storia. Ciò che si vuole garantire, è una continuità nell'azienda. Tutto questo però, è volto a costruire un futuro targato Illy.

I finanziamenti economici per l'azienda si basano su un sistema di autofinanziamento. Grazie al cashflow, Illy si procura i mezzi necessari per garantire l'attività dell'azienda. Ogni investimento di denaro proviene dalle diverse attività possedute dalla famiglia Illy. Non vi è alcun tipo di ingerenza esterna a tale realtà.

Andrea Illy, però, non esclude una prossima quotazione in borsa per il futuro. Per il momento ritiene che i mezzi interni siano sufficienti. Nel momento di bisogno potrebbe ripensare a tale scelta ed entrare nel mercato azionario a pieno titolo.